di Francesca Marruco
Verranno ascoltati mercoledì mattina nel carcere di Spoleto Artan Gioka e Ndrec Laska, i due albanesi arrestati per il duplice omicidio di Cenerente.
I due sono arrivati in Italia, estradati dall’Albania dove erano fuggiti all’indomani della mattanza del casolare di Cenerente, e sono stati immediatamente trasferiti nel carcere di Spoleto.
Interrogatorio di garanzia Mercoledì mattina i due uomini accusati di aver ucciso a martellate l’ex orafo Sergio Scoscia, compariranno davanti al pubblico ministero Claudio Cicchella che ha coordinato le indagini della squadra mobile di Perugia, e davanti al gip Lidia Brutti che nel giugno scorso ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per loro due e per un terzo ragazzo albanese arrestato a Roma.
Collaboreranno? È possibile che sin da subito, almeno uno dei due albanesi, difesi dagli avvocati Conte e De Santis, decida di collaborare con l’autorità giudiziaria, in un’ottica di economia processuale. È chiaro infatti che gli albanesi sono candidati perfetti per un ergastolo, pena che potrebbe eventualmente diminuire magari con una condotta collaborativa e con la scelta di un rito abbreviato.
Le accuse della ex A prescindere da quanto diranno i due albanesi, sempre che decidano di rispondere alle domande di gip e pm, contro di loro ci sono le accuse della ex fidanzata di Artan Gioka, la prostituta indagata per concorso in rapina che ha raccontato agli investigatori come lei e il suo fidanzato hanno pianificato il colpo in casa degli Scoscia. Parole pesanti e molto molto importanti che tramite l’incidente probatorio, sono diventate già prove per il processo che ne scaturirà.

