Era da poco conclusa la manifestazione ternana contro il Ddl sicurezza, quando un militante di Potere al Popolo, alla stazione ferroviaria per fare ritorno a Perugia è stato fermato dagli agenti competenti e perquisito, perdendo il treno; senza un apparente motivo sarebbe stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. Questa in estrema sintesi la ricostruzione dell’accaduto fornita dal partito, che ora valuta iniziative da intraprendere.
Potere al popolo Da Pap parlano di «grave episodio di abuso di autorità ed intimidazione nei confronti di chi pratica il proprio diritto a manifestare. Gli agenti – raccontano in una nota – hanno voluto che srotolasse le bandiere che portava con sé (una della Palestina e una di Potere al Popolo) per prenderne visione. Il nostro compagno si è subito mostrato disponibile, presentando i propri documenti e mostrando le bandiere, ma alla richiesta agli agenti di potersi recare a prendere il treno per tornare a Perugia la risposta ricevuta è stata un secco ‘tu non vai da nessuna parte’. Il nostro compagno è stato quindi condotto negli uffici della Polfer, dove il suo zaino è stato perquisito; è stato rilasciato solo dopo che il suo treno era già partito e gli è stata notificata una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale, che non c’è mai stata. Questo episodio inaccettabile conferma che il clima repressivo che si respira in tutto il Paese e che abbiamo denunciato con la partecipata manifestazione di sabato, si va facendo pesante anche nella nostra città. Come abbiamo ribadito alla manifestazione, se qualcuno pensa di poter limitare il nostro diritto a manifestare con atti di intimidazione e repressione poliziesca ha capito male. Torneremo presto a riempire le strade della nostra città con le nostre bandiere, le nostre grida e la nostra determinazione». Spetterà ovviamente alla magistratura accertare i fatti.
