di Enzo Beretta
Va avanti davanti al collegio del tribunale presieduto dal giudice Angela Avila il processo a carico di tre egiziani accusati a vario titolo, di estorsione, rapina e lesioni nei confronti del proprietario di un autolavaggio di Perugia. Gli imputati, oggi rispettivamente di 31, 28 e 25 anni, secondo l’accusa hanno minacciato e aggredito nell’agosto del 2020 il titolare dell’attività, un connazionale di 41 anni. Il procedimento era stato disposto dal gup del tribunale di Perugia con decreto di rinvio a giudizio emesso il 15 settembre 2022. In base agli atti uno degli imputati è accusato di avere tentato di costringere la persona offesa a consegnare almeno 10 mila euro, «usando minacce» tra cui quella «se non ci dai 10 mila euro ti ammazziamo, a te e alla tua famiglia». Contestata l’aggravante di avere agito in più persone riunite.
Aggressione Secondo la ricostruzione contenuta nel decreto che dispone il giudizio, pochi giorni dopo le minacce i tre imputati avrebbero aggredito il proprietario dell’autolavaggio utilizzando anche un bastone di legno. Due di loro – stando all’accusa – lo avrebbero immobilizzato e colpito con calci e pugni, mentre un altro lo avrebbe percosso con il bastone. Successivamente lo avrebbero costretto a raggiungere l’ufficio dell’attività impossessandosi del denaro custodito nel fondo cassa, circa cento euro. Alla persona offesa sarebbero state provocate «contusioni ecchimotiche multiple agli arti e regione lombare posteriore», giudicate guaribili in dieci giorni dal pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Il processo prosegue davanti al collegio del tribunale del capoluogo umbro. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Simone Costanzi e Francesco Gallo.
