di Daniele Bovi
Discussa martedì mattina davanti ai giudici del Riesame di Perugia la vicenda giudiziaria che ha portato all’arresto di una coppia alla quale la guardia di finanza di Città di Castello, impegnata in una verifica fiscale, lo scorso 17 ottobre ha sequestrato 40 grammi di cocaina, 570 grammi di hashish e 35 di marijuana.
La vicenda I due – un tifernate di 41 anni e una 33enne originaria di Napoli, rispettivamente detenuti in carcere e agli arresti domiciliari – vengono accusati del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e coltivazione di piante di marijuana, in due serre allestite con sistemi di illuminazione artificiale, ventilatori, misuratore del pH, timer, oltre a sei piante di marijuana. Nel corso della perquisizione, che ha riguardato l’ingresso della casa di Città di Castello, il soggiorno e la camera da letto, sono stati rinvenuti strumenti utili al confezionamento e al taglio della sostanza stupefacente tra cui bicarbonato, involucri di plastica, bilance di precisione, trincia-marijuana e soldi in contanti. Gli indagati sono entrambi difesi dall’avvocato Carla Ragna che ha chiesto per il quarantunenne gli arresti domiciliari.
Materiale Dalla perquisizione – si apprende – è emerso un vero e proprio laboratorio per il confezionamento della droga. Nel soggiorno i finanzieri hanno trovato diversi bilancini di precisione, alcuni con tracce di cocaina, strumenti per la preparazione e l’assunzione, barattoli con marijuana, cocaina e sostanza da taglio, oltre a involucri di hashish contrassegnati dal logo «D’Chil Gomitas». Recuperati anche semi di cannabis, tritamarijuana, materiale per il confezionamento e denaro contante. In camera da letto erano nascosti oltre mezzo chilo di hashish e un altro bilancino, mentre nella cameretta e in un capanno esterno sono state scoperte due serre indoor, complete di lampade, ventilazione, fertilizzanti e sei piante di marijuana in coltivazione.
