di C.F.
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«Il gruppo Casti non si è reso disponibile a partecipare al tavolo del ministero dello Sviluppo economico e le trattative avviate non si stanno concludendo». Ad annunciarlo è l’assessore regionale Vincenzo Riommi che, durante il question time, ha risposto all’interrogazione sulla crisi della ex-Pozzi presentata nei giorni scorsi dal consigliere democratico Luca Barberini.
Trattative al palo Stando a quanto riferito le due trattative avviate nei mesi scorsi per l’affitto dei due rami di azienda che compongono il polo metallurgico di Santo Chiodo, Ims (ghisa) e Isotta Fraschini (alluminio), non si «starebbero chiudendo». Per la fine di agosto in Regione sarebbe dovuto arrivare un’informativa industriale con cui i manager del gruppo Casti avrebbero dovuto integrare e dettagliare le due distinte operazione, per l’alluminio c’era stata la manifestazione di interesse di un gruppo Francese, e l’accordo era già stato abbozzato e depositato in tribunale, mentre per la ghisa era trapelata una trattativa condotta con un partner israeliano. Ma come riferito dall’assessore Riommi «i termini della vicenda non si stanno chiudendo».
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Proprietà non si accomoda al tavolo del ministero Non solo. «Siamo preoccupati – ha proseguito Riommi – perché seppure da parte del management arrivano segnali di tranquillità, il gruppo Casti non si è reso disponibile a partecipare, domani (giovedì, ndr), al tavolo di monitoraggio programmato al ministero dello Sviluppo economico, per capire lo stato dell’arte della vicenda». Perché la proprietà non intende accomodarsi all’incontro, inutile dirlo, non è noto, ma senza un rappresentante del gruppo sarà impossibile capire le difficoltà delle trattative.
7 novembre adunanza creditori Nel frattempo i 250 lavoratori della ex-Pozzi continuano a vivere nella più assoluta incertezza. In attesa che il 7 novembre la fitta schiera dei creditori di Ims e Isotta Fraschini faccia capolino in tribunale per la prima adunanza.
