Anticipazione stipendi arretrati al palo (foto archivio Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice

Non sono ancora state definite le procedure per permettere ai lavoratori della ex Pozzi di riscuotere attraverso Bps e con la formula della cessione del credito i tre stipendi arretrati. Qualcosa negli ingranaggi che avevano fatto scattare la soluzione tampone si è inceppato, anche se cosa non è chiaro cosa. Di certo, al momento, c’è solo che nella tarda mattinata di lunedì una cinquantina di operai hanno fatto capolino in piazza del Comune, chiedendo di poter parlare col sindaco Fabrizio Cardarelli.

TUTTO SU CRISI EX POZZI

Anticipazione di stipendi arretrati al palo Al primo cittadino le rsu sono tornate a ribadire le condizioni disperate in cui versano le famiglie degli operai, molti delle quali non riscuotono un euro da aprile pur avendo lavorato nelle due aziende oggi in amministrazione straordinaria. La preoccupazione continua a crescere ora dopo ora e l’incubo di uffici a mezzo servizio causa ferie e interlocutori in vacanza torna a far salire la tensione tra le maestranze, preoccupatissime di dover attendere settembre prima di incassare le spettanze.

Operi pronti a occupare Comune e Inps Il sindaco Cardarelli si è impegnato ad avviare tutte le verifiche del caso sia con Inps che con Bps, al fine di capire cosa abbia paralizzato l’anticipazione degli stipendi arretrati. Nel frattempo, però, molti operai non nascondono l’intenzione di voler organizzare nuove protesta, a cominciare dall’occupazione del municipio e degli stessi uffici Inps. In attesa che dalle interlocuzioni in corso tra funzionari e amministratori si individui l’ostacolo che finora ha impedito il pagamento degli stipendi arretrati e quindi la soluzione del caso, forti timori si concentrano anche sul polo metallurgico di Santo Chiodo dove anche la produzione resta al palo.

Ripresa attività produttiva sembra lontana A far storcere il naso è il confronto tra i passi in avanti compiuti negli stabilimenti di Isotta Fraschini di Dongo (Como), dove già da una decina di giorni alcuni operai sono stati richiamati nei reparti, e la mancata ripresa dell’attività produttiva in quelli di Spoleto.  Sulle fabbriche umbre pesa il distacco di forniture fondamentali per le lavorazioni, come il metano in Ims e Isotta e l’energia elettrica solo per Ims, ma i giorni continuano a passare e i timori si moltiplicano.