La zona di Crocemarroggia di Spoleto

di Chia.Fa.

Sono il medico legale Fabio Suadoni e la biologa Eugenia Carnevali, i consulenti tecnici a cui si è affidata formalmente lunedì mattina la procura della Repubblica chiamata a risolvere il giallo del cranio umano trovato casualmente tra i boschi dell’Alta Marroggia (Spoleto) da un cacciatore che era fuori con la squadra per una battuta.

Cranio umano trovato tra i boschi di Spoleto I due esperti dovranno compiere tutti gli esami tecnici del caso, a cominciare da quello del Dna fino a quello biometrico dell’arcata dentale, per fornire elementi utili al procuratore capo Alessandro Cannevale, titolare del delicato fascicolo d’inchiesta. Al lavoro anche gli uomini del commissariato di Spoleto a cui sono state delegate le indagini subito dopo il ritrovamento dei resti umani. Proprio i poliziotti diretti dal vice questore aggiunto Claudio Giugliano dovrebbero tornare tra giovedì e venerdì nella zona boschiva per compiere una nuova battuta di ricerche, dopo quelle che per due giorni e nel massimo riserbo hanno interessato il letto di un corso d’acqua e un sentiero che attraversa la montagna.

Arrivano i consulenti della procura  Al loro fianco stavolta la procura potrebbe schierare anche squadre esperte nelle ricerche di persone, forse affiancate anche da unità cinofile. In questo senso, maggiori dettagli potrebbero arrivare nella giornata di martedì a seguito di un incontro tra gli inquirenti per fare il punto sulle indagini. Sul ritrovamento del cranio umano, complice la zona, è stato per molti naturale l’accostamento a Nedina Stramaccia scomparsa da Baiano di Spoleto nel 2010, all’epoca aveva 93 anni e godeva di ottima salute.

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