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lunedì 6 febbraio - Aggiornato alle 06:26

Covid, nove ricoveri: sei erano vaccinati da più di sei mesi. «Prenotate subito terza dose»

Nei reparti 53 persone, stabili le intensive. Appello di Coletto: «Stabilità potrà essere mantenuta solo con atto di responsabilità»

Il drive through di Perugia (©Fabrizio Troccoli)

di Dan.Bo.

Sono nove in più in Umbria i ricoverati a causa del nuovo coronavirus. Secondo l’ultimo bollettino della Regione nei reparti degli ospedali umbri ci sono 53 persone (27 in quello di Terni e 26 a Perugia) contro le 44 del giorno precedente, delle quali sempre sette in terapia intensiva. Quanto ai nuovi casi, invece, sono 113 contro i 95 delle 24 ore precedenti, con un numero di attualmente positivi che tocca quota 1.645, il punto più alto dall’inizio di settembre. Il numero dei decessi invece rimane fermo a quota 1.476.

I numeri I nuovi casi sono stati trovati analizzando 2.097 tamponi molecolari e 8.510 test rapidi antigenici, con un tasso di positività sul totale pari all’1,06 per cento, leggermente più alto rispetto a venerdì. I guariti sono invece 67, per un totale di 63.648 dall’inizio dell’emergenza. Quanto ai ricoveri, delle nove persone entrate nelle scorse ore in ospedale una non era vaccinabile, mentre gli altri otto erano vaccinati; in cinque casi, si tratta di over 80 che avrebbero già potuto ricevere la dose aggiuntiva. Complessivamente, degli 8 vaccinati sei avevano completato il ciclo tra gennaio e maggio, mentre due tra giugno e luglio.

La protezione «Questo dato relativo al numero dei ricoveri – spiega il Nucleo epidemiologico regionale – va letto comunque nell’insieme e non come dato assoluto. Perché bisogna tener presente che il vaccino, pur non immunizzando al cento per cento, protegge dalle forti complicanze e dalla morte. Quello che ci troveremo ad affrontare in una popolazione completamente vaccinata è che, comunque una quota possa finire in ospedale, ma è altamente improbabile rispetto a chi non è vaccinato. Però è certo che nel tempo l’immunità comincia a calare ed è per questo che è importante la tempestività nel rinnovare l’immunizzazione con una dose aggiuntiva. Proprio per valutare il livello di rischio il Cts e il Nucleo epidemiologico stanno avviando uno studio approfondito».

Le zone In Italia alcune regioni, come quelle del nordest (ma anche le Marche) rischiano di passare in zona gialla. La zona bianca rimane se si registrano meno di 50 contagi settimanali ogni 100mila abitanti. Tra 50 e 150, per restare in zona bianca è necessario che il tasso di occupazione delle terapie intensive non superi il 10 per cento o che il tasso di occupazione dei reparti ospedalieri non superi il 15 per cento. Se i due parametri sono entrambi superati si passa in fascia gialla, che scatta anche se i casi settimanali superano i 150 settimanali ogni 100mila abitanti ma il tasso di occupazione delle rianimazioni non oltrepassa il 20 per cento, oppure quello dei reparti ordinari non supera il 30 per cento.

I parametri umbri La zona arancione invece è prevista se entrambi i parametri sono superati. Infine, la zona rossa è attivata là dove l’incidenza settimanale dei contagi è pari o superiore a 150 casi ogni 100mila e si verificano entrambe queste condizioni: il tasso di occupazione dei posti letto in area medica supera il 40 per cento e quello in terapia intensiva supera il 30 per cento. Secondo l’ultima rilevazione dell’Agenas (l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), in Umbria è occupato l’8 per cento dei posti in terapia intensiva (contro il 6 per cento nazionale) e il 6 per quanto riguarda l’area non critica, un punto in meno rispetto alla media nazionale. Quanto all’incidenza, invece, i casi ogni 100 mila abitanti sono 59,6 contro i 94,2 della media italiana.

Vaccini Sul fronte dei vaccini, intanto, dopo la nuova circolare del generale Figliuolo alle Regioni, partirà da lunedì anche in Umbria – in anticipo di alcuni giorni rispetto a quanto stabilito in un primo momento – la somministrazione delle terze dosi per la fascia d’età dai 40 ai 59 anni. Terza dose che può essere somministrata a coloro che hanno ricevuto la seconda da almeno sei mesi. Al momento in Umbria si tratta di quasi 20 mila persone. Nel complesso sono 75.017 le terze dosi somministrate (pari al 9 per cento dei vaccinabili), quasi 4 mila delle quale nelle ultime 24 ore.

Prenotazioni A proposito degli over 40, la Regione spiega che in queste ore sta inviando messaggi affinché coloro che possono farlo prenotino «tempestivamente e senza procrastinazioni» la terza dose, che può essere somministrata non solo nei punti vaccinali ma anche dai medici di famiglia e nelle farmacie: «Dopo 6 mesi – ricorda Coletto – la protezione dal contagio dal 95 per cento cala all’82 per cento». «L’Umbria – aggiunge Coletto – dall’analisi dei dati elaborata dal Nucleo epidemiologico, è in una situazione di stabilità che potrà essere mantenuta solo con un atto di responsabilità dei cittadini che dovranno vaccinarsi con la prima dose se ancora non l’hanno fatto, e con la terza se sono già passati sei mesi dal primo ciclo. Inoltre, è fortemente raccomandato l’uso della mascherina che – come sollecitano dal Cts – va indossata correttamente coprendo il naso, anche per evitare il contagio di adenovirus in circolazione in questo periodo. Solo così – ha sottolineato Coletto – potremo restare, come ora, sotto la soglia dei ricoveri».

Twitter @DanieleBovi

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