di Francesca Marruco
Giudizio immediato il 29 novembre prossimo per la mamma di Passignano sul Trasimeno arrestata per aver, secondo l’accusa, costretto la figlia undicenne ad avere dei rapporti sessuali con dei minorenni che lei stessa adescava. Ricompensandoli con ricariche telefoniche o piccole somme di denaro. Lo avrebbe fatto per gratificare la figlia. La donna, una cartomante quarantenne, ha chiesto assistita dai suoi legali Francesco Falcinelli, Massimo Rossini e Anna Dean il rito abbreviato. Che in caso di condanna le varrà la riduzione di un terzo della pena.
La storia terribile della bambina violata Una storia incredibile, di sofferenze indicibili, quella della piccola, non ancora adolescente che per quattro mesi avrebbe dovuto subire rapporti sessuali quasi giornalieri con ragazzini di poco più grandi di lei, tredicenni e diciassettenni che la mamma avrebbe fatto andare in casa loro dietro compenso. Per gratificare la figlia, ma anche, a volte, per riprenderli nell’atto sessuale, a cui, pare, a volte abbia anche partecipato dando consigli. Cose che a sentirle pensi che non possa essere vero.
Le indagini Invece, secondo le risultanze investigative della squadra mobile di Perugia, che aveva iniziato un’indagine dopo una segnalazione dei vicini di casa che avevano notato un via vai sospetto dalla casa e avevano sentito più volte delle urla, la crudeltà reale va oltre quella che ognuno potrebbe immaginare. La mamma cartomante sarebbe stata ossessionata dall’idea di rendere popolare la figlia. Avrebbe voluto farla diventare attrice e per lei avrebbe fatto anche delle telefonate. Intanto però, nella casa in cui la costringeva a subire violenze sessuali ripetute, la faceva anche vivere in uno stato in cui mancava totalmente l’igiene. In compenso però abbondavano gli incubi, la abmbina infatti si svegliava spesso di notte urlando, probabilmente per quello che doveva subire di pomeriggio.
La difesa della donna e i racconti dei ragazzi La donna, che era stata arrestata nell’ottobre del 2009, tramite i suoi legali si difende dicendo che gli incontri della figlia con i ragazzi più grandi avvenivano quando lei e il marito erano fuori di casa. Ma i vicini di casa dissero di aver visto i ragazzini arrivare e ripartire a bordo dell’auto dei genitori della ragazzina abusata. Gli stessi ragazzini, identificati e portati in questura il pomeriggio del blitz avevano confermato quanto gli investigatori avevano già ascoltate dalle cimici. La madre della vittima li adescava alla pista di pattinaggio e fuori dalla scuola, ma anche su Facebook usando il profilo della figlia. Che dopo l’intervento della polizia era stata portata in una comunità protetta.
Le accuse La donna, insieme al più grande dei ragazzi che frequentava quella casa e, oltre a violentare la ragazzina faceva sesso con una tredicenne, è accusata di violenza sessuale, aggravata dallo status di madre della vittima. Al ragazzo invece è contestato il concorso in violenza sessuale. Il pubblico ministero Manuela Comodi che aveva coordinato l’indagine è pronta a chiedere una pena esemplare per una madre che ha fatto tanto male ad una figlia.

