Dopo i due coniugi di Ferentillo, ospiti della trasmissione di Bruno Vespa lo scorso 24 gennaio, altri due naufraghi umbri della Concordia – i ternani Fabio Molinari e Maria Cristina Meduri – hanno raccontato la propria esperienza dagli schermi di Porta a Porta. Fra i temi centrali della puntata, la «questione risarcimento» con l’offerta di circa 14 mila euro «all inclusive» da parte di Costa Crociere.

«Grazie» Appena hanno avuto un po’ di tempo, una domenica libera, Fabio e sua moglie Maria Cristina sono tornati all’isola del Giglio per restituire le coperte che qualcuno gli aveva  messo addosso dopo il tragico naufragio. Bagnati e infreddoliti, i due coniugi ternani erano appena sbarcati dalla scialuppa e qualcuno li aveva aiutati a coprirsi. «Un gesto che non dimenticheremo» hanno detto dagli schermi di Rai uno, «per questo siamo voluti tornare, per ringraziare in maniera semplice e simbolica gli isolani, per sottolineare la loro generosità». La crociera a bordo della Concordia era il viaggio di nozze che Maria Cristina e Fabio stavano aspettando dallo scorso agosto, quando si erano sposati. Gli impegni di Fabio, commercialista, avevano fatto slittare l’agognata partenza.

«Pochi, maledetti e subito» Nei giorni scorsi quindici associazioni dei consumatori hanno aderito alla proposta di Costa Crociere: 14 mila euro netti per ciascun passeggero, come liquidazione dei danni materiali e morali riportati nel naufragio. Di questi, 11 mila euro a copertura dei danni e 3 mila di rimborso spese. Tempi di erogazione fissati in sette giorni. Codacons, Confconsumatori e Codici hanno respinto la proposta, ritenuta «un’elemosina», diffidando le persone dal sottoscrivere accordi. «Ad oggi – affermano le tre sigle – i danni sono difficilmente valutabili e chi accetta l’offerta, non potrà poi chiedere nient’altro». Fra coloro che non sembrano intenzionati a venire a patti, ci sono anche i due naufraghi ternani: «Il risarcimento non ci piace perché non tiene conto di tante cose: della vacanza rovinata, dello shock, del danno morale, del terrore provato in quei momenti. È una cifra sproporzionata rispetto alla portata dell’evento e ai disagi subiti».

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