di Dan.Bo.
Arriva la parola fine, stavolta definitiva, sull’ormai nota missione istituzionale in Cina organizzata dalla Regione nel 2015. Lunedì infatti la Prima sezione giurisdizionale centrale di appello della Corte dei Conti ha depositato la sentenza con cui assolve tutti i coinvolti nella vicenda, respingendo l’appello fatto dal procuratore regionale Antonio Giuseppone contro la sentenza di assoluzione del maggio 2018. Motivo del contendere, la presenza in Cina di Valentino Valentini, membro dello staff della presidente Catiuscia Marini. In particolare la Procura regionale della Corte contestò la presenza di Valentini e il fatto che fu rimborsato con 2.346 euro (spese che comprendevano aereo, vitto e alloggio); una cifra, secondo il procuratore Antonio Giuseppone un danno erariale, che la magistratura contabile chiese alla presidente, ad alcuni assessori (Chianella, Bartolini, Cecchini, Barberini) e a una dirigente, Adele Lamoglie.
IL CASO E LE RICHIESTE DELLA PROCURA
La sentenza Nelle 26 pagine della sentenza la Sezione presieduta da Agostino Chiappiniello (ex procuratore regionale della Corte dei conti dell’Umbria dal 2002 al 2014), dopo aver ricostruito la vicenda spiega in primis che «va verificato se effettivamente la scelta di inviare il Valentini nella suddetta delegazione, quale atto discrezionale della giunta regionale, costituisca manifestazione irrazionale, incongrua, illegittima e come tale sindacabile dal giudice contabile». Secondo la Prima sezione «la decisione assunta dalla presidente e dalla giunta non appare irragionevole, come ritenuto dalla Corte territoriale, attesa la natura squisitamente fiduciaria dell’incarico conferito al Valentini e della competenza della presidente della giunta, tra l’altro, in materia di relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo, nonché alla promozione e internazionalizzazione dell’Umbria». Duemila euro a testa (più Iva e spese forfettarie del 15%) è la cifra stabilita dalla Sezione come rimborso delle spese per ognuno dei coinvolti; somma che sarà a carico della Regione.
Scelte legittime «Abbiamo sempre avuto piena fiducia sul fatto che l’operato della presidente della Regione – commenta l’avvocato Nicola Pepe, che ha difeso Marini – e della giunta regionale fosse riconosciuto dalla Corte dei conti non solo come legittimo ma anche come pienamente conforme ai principi costituzionali. All’esito di un approfondimento giudiziale che la Corte ha svolto nei due gradi di giudizio, esaminando anche quei profili sindacabili della discrezionalità amministrativa, la scelta assunta dalla giunta, di natura prettamente politica, è stata ritenuta dalla Corte dei conti anche pienamente legittima, razionale e congrua riguardo agli interessi pubblici perseguiti. L’importanza delle funzioni riservate alle Regioni nelle materie dei rapporti internazionali, del commercio con l’estero, a cui si aggiunge la promozione turistica, non poteva che ispirare la scelta più idonea per il perseguimento del pubblico interesse che è stato affidato a figure professionali di assoluta esperienza ed altamente qualificate in piena legittimità». Contro la sentenza di una Sezione centrale potrebbe essere fatto un ricorso in Corte di cassazione, ma solo per questioni relative alla giurisdizione. Il caso dunque si chiude qui.
Twitter @DanieleBovi
