Raffaele Cantone (©Fabrizio Troccoli)

«Togliere le intercettazioni in materia di corruzione rischierebbe di fatto di depenalizzare la corruzione: la politica faccia la sua scelta». Lo ha detto Raffaele Cantone, procuratore della Repubblica a Perugia ed ex presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, ad Agorà Rai Tre. «L’unico strumento per fare le indagini di corruzione sono le intercettazioni» ha scandito il magistrato, secondo cui «non c’è indagine recente in materia di corruzione che non sia fondata su attività di intercettazione». Di conseguenza per Cantone «senza intercettazioni sarà impossibile fare le indagini in materia di corruzione» e «togliere le intercettazioni rischierebbe di fatto di depenalizzarla». Il procuratore capo di Perugia ha anche sottolineato che «l’ 80-90% dei processi di mafia si fa grazie ad intercettazioni ambientali, quindi le intercettazioni servono, eccome».

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