di C.F.
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«Non ho chiesto al giudice Franco Angelo Maria De Bernardi di interferire nel ricorso Scs, né tanto meno a Giorgio Cerruti di pattuire una mazzetta per ottenere il risultato». Questo ha risposto Giovannino Antonini, ai domiciliari da lunedì mattina, al giudice Augusto Fornaci del tribunale di Spoleto nel corso dell’interrogatorio di garanzia per rogatoria. A spingere l’ex presidente di Bps e Scs a nominare l’avvocato Matilde De Paola, arrestata insieme a De Bernardi e Cerruti, nel collegio difensivo sarebbe stata la competenza e il curriculum della professionista.
«Onorari, non acconti di mazzetta» «E’ una brava amministrativista», commenta l’avvocato di Antonini Manlio Morcella che ribadisce: «I soldi (21 mila euro in due tranche, ndr) consegnati all’avvocato De Paola sono stati in entrambi i casi portati dal mio assistito, che nel secondo episodio era accompagnato da Cerruti, e rappresentano l’onorario spettante alla professionista a cui si è affidato non solo Antonini ma tutti i ricorrenti di Scs». Dunque, per la difesa, nessun acconto di mazzetta. Se si sia trattato di un pagamento in nero, come spiega la stessa De Paola in una conversazione intercettata con il giudice De Bernardi, Morcella dice: «Bisognerà chiederlo a lei».
70 minuti di interrogatorio Antonini è arrivato in tribunale pochi minuti prima delle 10, accompagnato dai carabinieri della stazione di Spoleto e ha raggiunto l’ufficio del terzo piano passando per l’ingresso secondario. Una ventina di minuti dopo ha fatto capolino a palazzo di Giustizia l’avvocato Manlio Morcella. L’interrogatorio di garanzia è durato poco più di un’ora, intorno alle 11.30 Antonini era di nuovo in auto con i carabinieri diretto nella propria abitazione di Spoleto, dove è ristretto da lunedì.
«Nullità della misura cautelare» La linea difensiva è quella anticipata ieri: «In questa vicenda appare evidente che Antonini è vittima di un millantato credito e di traffico di influenza illecita». E poi: «Abbiamo posto rilevanti questioni procedurali per la nullità della misura della custodia cautelare ai domiciliari». Nelle memorie difensive consegnate al giudice Fornaci questa mattina Morcella rileva il mancato deposito dell’istanza con cui il pm Stefano Pesci, titolare del fascicolo d’inchiesta, ha richiesto le intercettazioni e il decreto con cui il gip Maria Paola Tomaselli le ha autorizzate. In fase di elaborazione, naturalmente, c’è l’istanza di scarcerazione da presentare al tribunale del Riesame.
«Ci dicano quali giudici si sono lasciati corrompere» Morcella, poi, vuole che gli inquirenti facciano chiarezza anche su un altro elemento: «De Bernardi non faceva parte del collegio dell’8 maggio della Terza sezione del Tar del Lazio, se c’è stata questa attività corruttiva ci devono dire chi sono i giudici, si presume due visto che il collegio è a tre, corrotti». Sul rapporto tra Antonini e Cerruti, per gli inquirenti emissario dell’ex presidente di Bps e Scs, Morcella spiega: «Cerruti non è mai stato cliente della Popolare di Spoleto, per cui non può avere ottenuto facilitazioni e poi – continua – sono gli stessi inquirenti che riferiscono dei due fallimenti di Cerruti, impossibile che la banca gli abbia aperto linee di credito». Ma sulla gestione degli ultimi cinque anni di palazzo Pianciani c’è un fascicolo aperto dalla procura di Spoleto che accusa Antonini, tra le altre, di associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta e usura.
