martedì 4 agosto - Aggiornato alle 19:15

Corruzione, interdetto per due mesi il giudice Sdogati

Il gip di Firenze ha sciolto riserva e accolto parzialmente la richiesta della procura. Sfruttamento della prostituzione, la presunta vittima nega

Tribunale di Spoleto

di Chiara Fabrizi

Interdetto per due mesi il giudice del tribunale di Spoleto Tommaso Sdogati indagato per corruzione. A deciderlo il gip di Firenze Angelo Antonio Pezzuti che, mercoledì, ha sciolto la riserva sulla richiesta di applicazione della misura richiesta dal procuratore aggiunto Luca Tescaroli, titolare del fascicolo, che aveva chiesto l’interdizione per sei mesi. L’inchiesta ha portato agli arresti domiciliari anche due avvocati, Mauro Bertoldi e Nicoletta Pompei, legata sentimentalmente a Sdogati: ai due professionisti viene contestato anche il traffico di influenze illecite.

Giudice interdetto due mesi Il giudice di Spoleto aveva risposto durante l’interrogatorio avvenuto prima di Natale, ma le spiegazioni fornite da Sdogati non hanno convinto il gip di Firenze, che con il provvedimento ha disposto l’interdizione di due mesi per i gravi indizi di colpevolezza a carico del magistrato e per scongiurare il rischio di reiterazione del reato. Sdogati, difeso dall’avvocato Guido Rondoni, è accusato dalla procura di Firenze di aver messo a disposizione poteri e funzioni compiendo atti contrari ai doveri di ufficio affinché venissero, fra l’altro, dati incarichi di delegato alle vendite in procedure di esecuzioni immobiliari all’avvocato Bertoldi. «Pur non condividendo l’esigenza cautelare, né i gravi indizi, prendiamo atto del provvedimento, che comunque a fronte di una richiesta di un’interdizione di sei mesi ne riconosce due, con il gip che fa riferimento alla limitata portata dell’addebito» a carico di Sdogati, dice il difensore Rondoni, che annuncia ricorso al Riesame per la revoca della misura.

Sfruttamento della prostituzione Per l’avvocato Bertoldi, inoltre, sono scattati anche gli arresti domiciliari per sfruttamento della prostituzione, reato contestato dal pm di Perugia, Valentina Manuali, anche ad Agnana Andreea Vulpe Olariu, pure lei ai domiciliari. Mercoledì mattina davanti al gip Valerio D’Andria è stata ascoltata, con la formula dell’incidente probatorio, la presunta vittima dei due. La giovane di nazionalità rumena «ha spiegato che non c’è mai stato sfruttamento della prostituzione e ha chiarito di non aver nessuno tipo di rapporto con l’avvocato Bertoldi – ha detto il difensore del professionista, Luca Maori – ma di conoscerlo semplicemente, perché amico della sua coinquilina», ossia la Vulpe.  Secondo la procura di Perugia, invece, fin dall’aprile 2019 la Vulpe avrebbe trattenuto parte dei proventi che i clienti consegnavano alla giovane prostituta, che sarebbe stata anche percossa. Vulpe, poi, avrebbe diviso i proventi con Bertoldi che, sempre in base all’accusa, si sarebbe sostituito nella vigilanza e nel controllo dell’abitazione in cui la presunta vittima veniva fatta prostituire.

@chilodice

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