mercoledì 8 luglio - Aggiornato alle 16:12

Coronavirus, Conte: «Tutto chiuso tranne supermercati e farmacie»

Garantiti servizi pubblici essenziali, produzione industriale e agricola: «Effetti sforzi in due settimane». Arcuri commissario

(CC BY-NC-SA 3.0 IT)

di Chia.Fa.

Dal 12 al 25 marzo tutto chiuso tranne supermercati e farmacie, garantiti i servizi pubblici essenziali e di utilità, la produzione industriale e quella agricola. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha adottato per tutta Italia le misure richieste l’11 marzo dai governatori di Lombardia e Veneto. Domenico Arcuri è il «commissario delegato al potenziamento della risposta delle strutture ospedaliere». Al termine della conferenza stampa, Conte ha detto «se saremo tutti a rispettare queste regole usciremo più in fretta da questa emergenza, il paese ha bisogno della responsabilità di 60 milioni di italiani che quotidianamente compiono piccoli grandi sacrifici. Siamo parte della medesima comunità, ogni individuo si sta giovando dei propri e anche degli altrui sacrifici ed è la forza del nostro paese. Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci con più calore e correre più veloci domani».

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Tutto chiuso tranne supermercati e farmacie Nel dettaglio il presidente del Consiglio da Palazzo Chigi ha detto che «questo è il momento di compiere un passo in più, quello più importante. L’Italia resta una zona unica, l’Italia protetta, ma ora disponiamo anche la chiusura di tutte le attività commerciali, di vendita al dettaglio, ad eccezione di quelle di generi alimentari, di beni di prima necessità e delle farmacie. Attenzione non è necessaria nessuna corsa per acquistare nei supermercati, ma chiudiamo i negozi, bar, pub, ristoranti, lasciando possibilità di fare consegne a domicilio. Chiudono parrucchieri, centri estetici e i servizi mensa che non garantiscono la distanza di un metro sicurezza». In un documento che circola tra i giornalisti si legge che restano aperte «le edicole, le rivendite di tabacchi» così come non c’è serrata obbligatoria per gli «esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie, aeroportuali, lacustri, negli ospedali sempre garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro».

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Servizi pubblici Resta «garantito lo svolgimento dei servizi pubblici necessari tra cui i  trasporti, e i servizi di pubblica utilità servizi bancari, postali, finanziari e assicurativi e tutte quelle attività accessorie al corretto funzionamento dei settori rimasti in attività». Tuttavia nel dpcm dell’11 marzo è previsto che «i presidenti di Regione potranno disporre la riduzione o la soppressione dei servizi del trasporto pubblico locale, «sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali». Sempre al fine di contenere l’emergenza sanitaria da coronavirus, «il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro della salute, può disporre, la programmazione con riduzione e soppressione, dei servizi automobilistici interregionali e di trasporto ferroviario, aereo e marittimo, sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali».

Industria e agricoltura E ancora: «Per quanto riguarda le attività produttive e professionali va incentivato lavoro agile, le ferie, i congedi retribuiti, restano chiusi i reparti aziendali non indispensabili per la produzione. Industrie e fabbriche potranno continuare a svolgere le proprie attività a patto che assumano protocolli di sicurezza adeguati a proteggere i propri lavoratori al fine di evitare il contagio» ha detto Conte, aggiungendo che «saranno garantite le attività agricole, zootecniche e collegate alla filiera»

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Effetti sforzo in due settimane E ancora: «La regola madre resta la stessa, limitare gli spostamenti per lavoro, salute e necessità. È importante essere consapevoli che abbiamo cominciato da poco a cambiare le nostre abitudini, gli effetti di questo sforzo lo vedremo tra un paio di settimane e questo è molto importante: se i numeri dovessero continuare a crescere, cosa non improbabile, non significa che dovremmo affrettarci a varare nuove misure, non ci sarà una corsa verso il baratro, dovremmo essere lucidi, misurati, rigorosi, responsabili».

Arcuri commissario per gli ospedali «A breve nominerò commissario delegato Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, per potenziare la risposta delle strutture ospedaliere a questa emergenza sanitaria. Avrà ampi poteri di deroga, lavorerà per rafforzare soprattutto la produzione, la distribuzione di attrezzature per terapie intensive, avrà potere di impiantare nuovi stabilimenti per queste produzioni e per sopperire alle carenze. Arcuri si coordinerà con Borrelli e struttura della Protezione civile».

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