di Maurizio Troccoli
Diverse telefonate di verifica partite dall’ospedale Santa Maria della Misericordia, per individuare la disponibilità di una camera iperbarica in molti ospedali del Centro Italia, hanno infine indotto a scegliere l’opzione di Grosseto. A quanto si apprende ci sarebbe anche un terzo intossicato dal monossido, che è ricoverato a Perugia perchè avrebbe inalato una piccola quantità di monossido. E’ il soccorritore che sarebbe stato chiamato dall’uomo e che avrebbe lanciato l’allarme: un italiano di 51 anni. Il suo ricovero potrebbe risolversi in pochi giorni, dicono fonti ospedaliere.
Il trasferimento Due ore e mezzo per il trasporto e la coppia, trovata in gravi condizioni sabato sera a San Sisto, è stata assicurata alle camere iperbariche. Ci sono lievi segnali di positivi negli ambienti sanitari perugini dovuti «alla tempestività dei soccorsi e alla quantità di monossido inalata» da parte della coppia residente a San Sisto.
L’uomo avrebbe telefonato A telefonare al soccorritore che poi è stato ricoverato sarebbe stato proprio il 52enne italiano che condivide l’appartamento insieme ad una donna marocchina di 41 anni, secondo le indiscrezioni che trapelano a poche ore dall’accaduto. Sarebbe stato quindi quest’ultimo a dare l’allarme al 118. Insomma quel residuo bagliore di lucidità potrebbe essere stato fondamentale per il «tempestivo arrivo dei soccorsi» all’appartamento della coppia, che si trova poco distante dall’ospedale perugino.
I soccorsi Dalla telefonata all’arrivo dei sanitari degli operatori del 118 non sarebbero passati più di 5 minuti, spiegano fonti vicine all’ospedale perugino. Quindi la verifica che si trattava di un incidente dovuto alla fuoriuscita di monossido di carbonio, il trasporto in ospedale e i primi soccorsi, gli accertamenti di routine e l’immediata caccia ad una camera iperbarica.
Indispensabile la camera iperbarica «Indispensabile» per intervenire sul grave stato di salute dei due, viene spiegato dall’ospedale Perugino. Non esprimono valutazione i medici del Santa Maria della Misericordia sugli sviluppi della prognosi e sull’attuale stato dei due pazienti, dopo avere affidato la coppia alla cura dei sanitari di Grosseto, accompagnati fin lì, in piena notte da un’autoambulanza del 118, con a bordo un «medico e gli infermieri perugini».
2 0 3 casi l’anno Dall’ospedale viene segnalato che di questi casi se ne verificano almeno 2 o 3 l’anno, in special modo in vecchi appartamenti dove obsoleti impianti di riscaldamento spingono a metodi alternativi di fonte di calore, come i bracieri ed altro, oppure dove non vengono eseguiti i controlli periodici opportuni del sistema di riscaldamento. Ma le indagini per risalire a quanto accaduto la sera di sabato sono ora nelle mani dei carabinieri perugini, che dovranno verificare le cause dell’incidente e le eventuali responsabilità.

