di C.P.

Dovrà risarcire circa 77 mila euro al Comune di Amelia un ex funzionario, in pensione dal 2018, che anni fa è stato protagonista di due diversi procedimenti contabili, entrambi relativi ad alcune procedure di esproprio ritenute illegittime. A stabilirlo è la Corte dei conti dell’Umbria.

Il caso L’ex funzionario che, all’epoca dei fatti, era sia il progettista che il Rup per la realizzazione del bypass viario all strada regionale 205 Amerina, era già stato citato in giudizio «a seguito di due distinte denunce concernenti i danni erariali subiti dal Comune di Amelia in conseguenza dell’illegittima gestione di talune procedure espropriative connesse alla realizzazione di una medesima opera pubblica in territorio comunale». Il primo atto di citazione riguarda una richiesta di risarcimento da oltre 107 mila euro. In particolare, all’ex funzionario viene contestata la «negligente gestione del procedimento ablatorio dalla quale derivava l’illegittima occupazione appropriativa» di un terreno e il «conseguente contenzioso risarcitorio definito con la soccombenza del Comune». Con la seconda citazione viene invece richiesto, «per altra fattispecie pressoché analoga», un risarcimento di oltre 33 mila euro.

La decisione Nelle motivazioni di condanna contenute nella sentenza della Corte dei conti si legge: «Risulta comprovato che il convenuto – nel periodo compreso tra il 2008 e il 2014, nel quale maturavano le occupazioni illegittime – lasciava vanamente spirare i termini prescritti per le dichiarazioni di pubblica utilità senza provvedere alla stipula dei due accordi definitivi, rientranti nelle proprie attribuzioni gestionali, che avrebbero determinato il trasferimento in proprietà del Comune delle aree in argomento al prezzo stabilito negli accordi preliminari di cessione volontaria». A ciò, aggiungono i giudici, «conseguivano i ricorsi giurisdizionali azionati dai proprietari degli immobili illegittimamente occupati nonché, pertanto, i maggiori esborsi di denaro pubblico previsti nelle transazioni stipulate a seguito delle pronunce del Tar dell’Umbria».

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