lunedì 21 ottobre - Aggiornato alle 05:01

Concorsopoli, stretta finale entro l’estate: Duca interrogato per ore in Procura

Faleburle ancora sospeso dal servizio. Nei prossimi giorni verranno sentite dai magistrati di Perugia altre persone

L'ex dg dell'ospedale Emilio Duca

di En.Ber.

I magistrati di Perugia impegnati a portare avanti gli accertamenti su Concorsopoli hanno interrogato il personaggio centrale dell’inchiesta: Emilio Duca. Mercoledì pomeriggio l’ex direttore generale dell’ospedale Santa Maria della Misericordia è stato sentito per ore negli uffici di via Fiorenzo di Lorenzo. Massimo riserbo sul contenuto delle sue dichiarazioni comunque utili ai pm a mettere in chiaro alcuni aspetti della complessa inchiesta sui presunti concorsi truccati in ospedale. «Nei prossimi giorni» i giudici hanno anche intenzione di interrogare altre persone, come anticipato nell’atto attraverso cui chiedono al giudice per le indagini preliminari Valerio D’Andria di trattenere per «ulteriori trenta giorni» agli arresti domiciliari l’ex dg dell’ospedale, l’ex direttore amministrativo Maurizio Valorosi e l’ex sottosegretario agli interni Gianpiero Bocci. La vicenda sulla quale hanno intenzione di fare chiarezza, attraverso il faccia a faccia con Duca e altri indagati – Valorosi, Pasquale Coreno, Potito D’Errico, Domenico Oristanio e Domenico Oreste Riocci – è quella legata alle presunte informazioni che gli indagati principali dell’inchiesta sarebbero riusciti ad ottenere quando erano in pieno svolgimento le indagini.

«Contatti inquietanti» Nella richiesta della Procura vengono richiamati lunghi passaggi del Riesame secondo cui «è provato che Bocci acquisì notizie segrete nell’ambito delle forze di polizia o di persone vicine al mondo giudiziario per poi rivelare ai suoi complici che erano state piazzate microspie quando i vigili del fuoco avevano avuto accesso agli uffici dell’Azienda ospedaliera». Ci si sofferma dunque sull’«attività davvero clamorosa di interferenza e inquinamento» svolta da Duca che «più di tutti ha acquisito e cercato assiduamente di acquisire notizie sulle investigazioni in corso, così da poterle in qualche modo ostacolare o neutralizzare sfruttando relazioni e contatti a ogni livello». «Contatti inquietanti» sono stati registrati con Potito D’Errico, già professore universitario e primario di Odontoiatria a Perugia fino a maggio 2013», ex allievo della Scuola militare Nunziatella di Napoli che «appare godere di ampie relazioni con gli ambienti inquirenti». E «in particolare» con Domenico Riocci, sovrintendente in congedo della guardia di finanza. «Emblematico – si legge – il fatto che D’Errico a un certo punto si lamenti di non aver più quei contatti nei servizi segreti che avrebbe potuto sfruttare per acquisire informazioni». «Altrettanto inquietanti» vengono definiti «i contatti di Duca con due sottufficiali del Nas» – uno dei quali è indagato, Oristanio, teste chiave dell’accusa in un processo su un altro concorso truccato a Microbiologia del 2008, il quale oggi rivendica la correttezza del proprio operato – «così da arrivare ad apprendere con certezza la notizia delle intercettazioni in corso». Scorrendo le righe spunta il nome di Pasquale Coreno, generale dei carabinieri in pensione ed ex capo centro Aisi a Perugia: «Coreno dà conto delle indagini in corso. Plateale l’adozione di cautele e accortezze come intrattenere conversazioni sulla terrazza, non portare con sé il cellulare o chiuderlo in un cassetto, raccomandare gli interlocutori di fare attenzione a quanto detto per eludere le investigazioni di cui egli ha prima il sospetto e dopo la certezza». Nel luglio 2018 Coreno «ammonisce Duca, Valorosi e Pacchiarini sulle cautele da approntare onde ovviare al pericolo che siano intercettate conversazioni compromettenti» e «suggerisce loro di sostituire gli apparecchi telefonici in uso e di adottare particolari precauzioni nelle comunicazioni telefoniche». Concludono i magistrati inquirenti: «Grave l’attività fatta svolgere da Duca a una ditta specializzata per ‘bonificare’ il proprio ufficio, addirittura tentando di porre a carico dell’Azienda ospedaliera il pagamento della fattura».

Indagini chiuse entro l’estate Concorsopoli potrebbe chiudersi entro le prossime settimane, perciò prima dell’estate, con l’avviso di conclusione indagini che verrà recapitato a circa quaranta persone. Tempi di gestazione più lunghi, invece, sono previsti per il filone parallelo degli appalti.

Faleburle ancora sospeso dal servizio Intanto il gip Valerio D’Andria ha rigettato la richiesta di revoca della misura interdittiva avanzata dall’avvocato Franco Libori per il cardiologo Mauro Faleburle accusato di istigazione alla corruzione e sospeso dal servizio per dodici mesi. «Il giudice non ha ritenuto attendibile la ricostruzione dei fatti resa dal mio assistito – ha spiegato Libori -. Ha ignorato l’inesistenza delle esigenze cautelari legate al rischio di reiterazione criminosa anche a seguito della corretta condotta processuale di Faleburle che ha confermato alcuni fatti sostenuti dalla pubblica accusa». Contro l’ordinanza la difesa è pronta a presentare appello al Riesame.

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