venerdì 23 agosto - Aggiornato alle 10:54

Concorsopoli, Barberini torna libero: «Mai raccomandato nessuno». Bocci e Valorosi non rispondono

I tre indagati in tribunale per gli interrogatori di garanzia: l’ex assessore risponde sia su intercettazioni che su documenti sequestrati

Valorosi insieme al suo legale (foto F.Troccoli)

Al giudice e al sostituto procuratore  risponde soltanto Luca Barberini, mentre l’ex segretario del Pd Gianpiero Bocci (entrato in auto insieme all’ex assessore da un ingresso secondario) e il direttore Valorosi si avvalgono della facoltà di non rispondere. Questa mattina all’uscita del tribunale il difensore dei tre, David Brunelli, al termine degli interrogatori di garanzia spiega: «Barberini ha dimostrato i contenuti reali di una telefonata, l’unica nella quale parlava direttamente con le persone di cui trattiamo. Ha dimostrato di non avere mai fatto raccomandazioni o segnalazioni di sorta, e di non aver dato o ricevuto tracce di concorsi o compiuto alterazioni». Il legale ha ribadito la disponibilità di Barberini a rispondere a tutte le questioni sottoposte dal giudice. E il gip decide di revocargli i domiciliari.

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L’avvocato «L’unica telefonata – ha detto ancora, parlando delle intercettazioni – riguarda la graduatoria per infermieri, una graduatoria aperta in cui a scorrimento si prendono i supplenti rispetto a chi va in vacanza. Si tratta di lavori di un mese, a cui molti rinunciano perché non conviene. Rispetto a questa lista aperta, parliamo di due persone arrivate trecentesime. In questa telefonata per la Procura sembra che ci sia un interessamento di Barberini verso questi candidati. Ha spiegato invece che la telefonata riguardava una questione di ordini  di priorità per procedure di assunzioni di altra natura, nulla a che vedere con la vicenda di cui ci siamo occupati».

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Revocare la misura Alla domanda dei giornalisti sui collegamenti con la presidente Marini il legale risponde:  «Non ci sono state domande su Marini. Barberini ha spiegato che lavora in una sede diversa dal Consiglio regionale, quando nell’indagine si dice ‘porto queste al Consiglio regionale’. Lui lavora in un altro posto». Quindi il legale si dice «molto soddisfatto delle risposte che ha dato, anche sui documenti presi nel corso delle perquisizioni e oggi contestati. Ho chiesto quindi di revocare la misura», ha poi aggiunto. Anche per quanto riguarda Valorosi e Bocci l’avvocato ha spiegato che «le misure cautelari sono ingiustificate. Devo tuttavia  mettere a punto alcuni elementi che non ci consentivano oggi di rispondere puntualmente. Su Valorosi c’è una quantità di intercettazioni che dobbiamo analizzare».

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