di Enzo Beretta
Abuso d’ufficio e rivelazione di segreti d’ufficio. Sono queste le ipotesi di reato contestate dalla Procura di Perugia all’ex direttore generale della Usl Umbria 1, Giuseppe Legato, coinvolto in un’inchiesta su due presunti concorsi truccati per quattro posti da dirigente farmacista (due da farmacia ospedaliera, altrettanti da territoriale). Nei giorni scorsi Legato, 67 anni, di Taurianova, attuale commissario straordinario dell’Azienda sanitaria locale di Roma 3, ha ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari firmato dal pm Mario Formisano. Il super manager della sanità non ha ancora chiesto di essere sentito dagli inquirenti e non lo hanno fatto neppure i coindagati Alessandro Benedetti (64, originario di Sant’Angelo in Vado) e Luana Mascotto (perugina di 57 anni), rispettivamente presidente di commissione dei concorsi e dirigente del servizio farmaceutico territoriale della Usl Umbria 1 di Perugia.
«Svelate le tracce e gli argomenti della prova orale» Secondo la Procura i tre indagati «in violazione delle norme di legge che impongono ai membri della commissione di esame di attenersi a criteri di imparzialità» hanno «intenzionalmente procurato un ingiusto vantaggio ai concorrenti della prova concorsuale organizzata dalla Usl Umbria 1 di Perugia». Le accuse più pesanti vengono rivolte a Benedetti che «violando l’obbligo di segretezza» ha «rivelato ai candidati l’oggetto della traccia della prova scritta (farmaci antitumorali)», il «tipo di prova pratica da sostenere» e «i 15 argomenti che sarebbero stati affrontati durante l’esame orale». Prima della prova pratica – è la ricostruzione dell’accusa – ha perfino «spiegato e indicato in maniera dettagliata ad una candidata tutta la sequenza delle operazioni che andavano eseguite in laboratorio per l’allestimento di preparati sterili». Così, il 20 maggio 2015, «era approvata la graduatoria del concorso in base alla quale tutti i candidati che avevano ricevuto precise indicazioni per lo svolgimento delle prove risultavano nelle prime sette posizioni». Nel corso dell’indagine i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni hanno preso a verbale le dichiarazioni di alcuni esaminandi.
Il pm: «Volevano stabilizzare i precari» Mascotto e Legato vengono ritenuti «concorrenti morali del reato»: nell’ottica accusatoria l’obiettivo della farmacista era quello di «favorire alcuni candidati che svolgevano la propria attività, a termine, nel servizio da lei gestito», mentre il manager ha «suggerito un risultato della procedura concorsuale gradito che avrebbe consentito di stabilizzare diversi candidati occupati all’interno della Usl 1 a tempo determinato». Per quanto riguarda il concorso più datato – come detto sono due, il primo bando è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale nell’aprile 2013, l’altro a gennaio 2015 – Benedetti oltre ad aver svelato che «la prova avrebbe avuto ad oggetto i farmaci stupefacenti e orfani» avrebbe «ulteriormente agevolato» un paio di candidati «rivelando proprio le specialità medicinali» affrontate nel test scritto. Secondo Formisano «dall’attività di indagine compiuta emergono elementi che, allo stato, escludono di dare corso a richiesta di archiviazione». Si annuncia battaglia sull’utilizzabilità delle intercettazioni telefoniche. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Monia Franchi, David Brunelli e Giovanni Bellini.

Ma in che mondo vivono i nostri figli?
Malato un mondo molto malato…
Che schifezza…