di M.T.
Valgono a falsificare la reale velocità del veicolo, ma anche le vere ore trascorse alla guida di autoveicoli industriali, così al posto di blocco risultano i parametri previsti per legge, con grave rischio sulla sicurezza del conducente e degli altri automobilisti. Da tempo è acceso l’allarme sulla sofisticazione delle apparecchiature che registrano chilometri, orari e tempi di percorrenza, ed anche lo scorso martedì un 44enne altotiberino è stato sorpreso dalla polizia stradale di Città di Castello con a bordo l’apparecchiatura ingannevole. Queste installazioni avvengono con la complicità di officine meccaniche che, attraverso prestazioni ad alto costo, guadagnano sulla pelle degli autotrasportatori e probabilmente degli automobilisti che li incrociano sulle strade.
Il fermo Nella sera di martedì,una pattuglia della polizia stradale di Città di Castello, ha sorpreso il conducente, P.M., 44 anni, altotiberino, alla guida di un tir di proprietà di un’azienda perugina, con l’apparecchio cronotachigrafo alterato. La strumentazione, ben occultata fra quella originale, con apposizione addirittura di un adesivo della casa costruttrice del mezzo, avrebbe permesso (e senza dubbio in passato è stato già utilizzato a tale scopo), di superare di non pochi chilometri orari il limite di velocità imposto dalla legge, di effettuare numerose ore di guida oltre il consentito con risultati che è possibile vedere sistematicamente sulle strade e sulle cronache.
La denuncia Manomettere quelle apparecchiature, significa violare la sicurezza dei lavoratori oltre a sfruttare il conducente, costringendolo a compiere molte ore di guida e poche di riposo.
Le sanzioni Il legislatore, per tali violazioni ha previsto sanzioni piuttosto elevate, circa 1600 euro per il conducente, oltre al ritiro della patente e la decurtazione di 10 punti, e circa 800 per il proprietario, con obbligo di smontaggio del dispositivo e ripristino dell’apparecchiatura al suo stato originale.

