di C.F.
Confiscati a Foligno due appartamenti nel centro cittadino più alcuni terreni per un valore complessivo di 380 mila euro. I beni erano di proprietà di un commercialista residente a Foligno di circa 50 anni che, davanti al tribunale di Vibo Valentia, ha recentemente patteggiato una pena di due anni e mezzo per peculato e reati fallimentari. Il professionista era stato nominato commissario liquidatore di una società calabrese che si occupava di ricerca e sviluppo nel campo delle scienze naturali e dell’ingegneria. L’impresa era stata posta in liquidazione amministrativa e il ministero dello Sviluppo economico l’aveva affidata al professionista per la procedura. Secondo quanto riferisce la Guardia di finanza di Vibo Valentia, che ha dato esecuzione al provvedimento del tribunale, il commissario si sarebbe appropriato tra il 2020 e il 2023 di ingenti somme, trasferendole dalla società a se stesso, a un’altra persona e a una società riconducibile a un suo familiare con assegni e bonifici ovviamente ingiustificati. Dalle indagini è stato accertato come il commercialista abbia aperto due conti correnti intestati alla società in liquidazione, comunicando al Mise l’esistenza soltanto di uno dei due. Attraverso il conto bancario fantasma il liquidatore sarebbe riuscito a movimentare l’ingente somma, mai rendicontata, provocando un danno patrimoniale alla società e ai suoi creditori quantificato in 864 mila euro. Oltre a patteggiare una pena di due anni e mezzo e a subire la confisca di beni per 380 mila euro a Foligno, a carico del professionista con la sentenza è scattata l’inabilitazione all’esercizio di imprese commerciali e dell’esercizio di uffici direttivi presso qualsiasi impresa.
