di Chia.Fa.

«Sono legittimi i decreti con cui il ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha sanato ora per allora i vizi che hanno portato all’annullamento del commissariamento della Banca Popolare di Spoleto (Bps) e della Spoleto Crediti e servizi (Scs)».

TUTTO SU BPS E SCS

«Decreti sananti del Mef sono legittimi» Questa la sentenza con cui il Consiglio di Stato ha respinto i due ricorsi con cui gli ex amministratori dell’istituto di credito di Palazzo Pianciani e della società cooperativa chiedevano il giudizio di ottemperanza della pronuncia emessa dallo stesso tribunale amministrativo che per una carenza di istruttoria aveva annullato i decreti del Mef del febbraio 2013, quelli con cui su Bps e Scs era scattata l’amministrazione straordinaria. Alla luce della sentenza del febbraio 2014, il ministro Pier Carlo Padoan nell’aprile scorso ha adottato due decreti sananti ora per allora ripristinando la validità dei due commissariamenti. Una mossa che i legali degli amministratori avevano subito contestato e su cui lunedì è arrivata la pronuncia della Quarta sezione: «La pubblica amministrazione a seguito di un giudizio di annullamento non perde il potere di rieditare il provvedimento annullato, purché il medesimo sia emendato dei vizi che lo inficiavano».

Continua la guerra contro commissariamento Bps-Scs Nel caso specifico: «In seguito all’annullamento dei decreti con cui sono state poste in amministrazione straordinaria Bps e Scs, entrambi viziati da difetto di istruttoria imputabile all’amministrazione emanante, il ministro (Pier Carlo Padoan, ndr), come risulta dalla documentazione prodotta in atti, non soltanto ha preso atto del contenuto della sentenza, ma ha anche chiesto alla Banca d’Italia chiarimenti in merito alla situazione patrimoniale delle società coinvolte. In tal modo – prosegue la sentenza – il ministro ha potuto prendere atto della formalizzazione della sottoscrizione dell’aumento di capitale per un controvalore di 139.750.000 milioni di euro riservato integralmente a Banco Desio con cui è mutato l’assetto proprietario di Bps». Partita chiusa? Non esattamente, perché i legali degli ex amministratori di Bps e Scs, gli avvocati Federico Tedeschini, Mario Rampini e Francesca Colombo, hanno impugnato e contestato nel merito i due decreti sananti del Mef di fronte al Tar del Lazio.

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