di F.M.
Due condanne a un anno e otto mesi e un’assoluzione. Questa la sentenza emessa dal giudice Daniele Cenci nei confronti dei tre stranieri arrestati nel febbraio scorso per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Trasportavano gli immigrati dalla Grecia a Perugia nascosti nel portapacchi e nel bagagliaio di un’automobile.
Chi sono Mohamed Bouizloufa, 45 anni, la moglie Fadma Bejjat di 42, entrambi marocchini sono stati condannati mentre Snezhana Petrova, 31 anni, bulgara, è stata assolta. I coniugi erano assistiti dall’avvocato Daniela Paccoi e dal collega Castori,mentre la donna bulgara era difesa dall’avvocato Vincenzo Bochicchio. Gli agenti avevano scoperto il traffico di immigrati facendo un blitz il 2 febbraio scorso in un casolare di Fratticiola Selvatica, frazione dell’estrema periferia di Perugia. Lì avevano trovato sette marocchini irregolari, ospiti della famiglia di connazionali. Insospettiti dal numero di persone, gli agenti avevano tenuto sotto controllo i movimenti intorno al casolare.
Il viaggio E quando si erano diretti al porto di Ancona e da lì si erano imbarcati verso Patrasso, i poliziotti avevano aspettato il loro rientro. Si erano accorti subito che la Lancia Lybra era troppo “bassa” dietro. E infatti all’interno del bagagliaio c’erano due persone. Altre due invece erano chiuse nel portapacchi sopra al tettino. Con loro c’era anche la figlia dei due condannati, per questo alla donna erano stati concessi i domiciliari. La bulgara che invece è stata assolta perché di fatto non c’erano prove sufficienti per dimostrare che fosse una complice. Però la donna ha scontato 9 mesi di carcere ingiustificato, e l’avvocato già pensa a chiedere un risarcimento.

