di Barbara Maccari

Si è aperto giovedì mattina al tribunale di Città di Castello il processo ai danni dei quattro imputati per l’incendio del capannone industriale Cangi Verniciature di Pistrino, avvenuto nell’aprile del 2011. Il giudice Daniele Cenci ha rinviato la prossima udienza al 17 gennaio 2014.

Incendio Nell’aprile di due anni fa, un operaio di un’altra ditta stava sistemando sul tetto delle lastre di impermeabilizzazione in catrame (dove sopra avrebbero dovuto essere montati dei pannelli per l’impianto fotovoltaico). Da una bombola però accade l’imprevisto: parte una lingua di fuoco impossibile da controllare e scoppia l’incendio.

Negligenza Secondo l’accusa l’operaio, di 58 anni, «ha omesso di portarsi al seguito l’estintore a polvere e perciò, mentre era intento alla impermeabilizzazione delle travi mediante l’impiego di fiamma libera, non è stato in grado di sopprimere le fiamme che si erano sprigionate improvvisamente dal sottotetto. Colpa – prosegue il capo d’imputazione – rappresentata da negligenza, imprudenza e imperizia».

Altri imputati Del reato di incendio colposo sono accusati anche un 35enne e un 59enne «per aver, rispettivamente in qualità di presidente del Cda e di consigliere delegato ai compiti del datore di lavoro e di prevenzione incendi dell’azienda datrice di lavoro dell’operaio, e incaricata dell’esecuzione dei lavori di installazione di pannelli fotovoltaici sul manto di copertura dell’immobile della Cangi Verniciature industriali, cagionato per colpa l’incendio».

Altre accuse «Colpa rappresentata – prosegue l’accusa – dall’utilizzazione di pannelli non autoestinguenti in violazione delle pattuizioni contrattuali, dalla omessa vigilanza sulle effettive modalità esecutive e strumenti impiegati per la realizzazione delle opere da parte dell’operaio e dalla omessa consegna allo stesso di apposito estintore a polvere da sei chili, nonché negligenza, imprudenza, imperizia, inosservanza di leggi, relativamente alla redazione del piano operativo di sicurezza».

Quarto imputato Il quarto ed ultimo imputato è un ingegnere di 43 anni, direttore dei lavori e responsabile della sicurezza e dell’esecuzione dell’opera, che è ritenuto responsabile di aver «Cagionato per colpa l’incendio dell’immobile. Colpa rappresentata dalla omessa vigilanza sulle effettive modalità esecutive e sugli strumenti utilizzati da parte dell’operaio».

Processo Giovedì mattina davanti al giudice Daniele Cenci e al pm Stefania Vincentelli l’avvocato di due degli imputati, Marcello Pecorari, ha ottenuto che nella prossima udienza sia chiamata a giudizio anche l’assicurazione dei suoi assistiti. Per gli altri imputati erano presenti gli avvocati Stefania Ciampelli (operaio) e Guido Bacino (ingegnere).

Parte civile La ditta Cangi Verniciature, difesa dall’avvocato Massimo Rolla, si è costituita parte civile e nell’udienza di marzo dinanzi al gup Luca Semeraro ha avanzato la richiesta di sei milioni di risarcimento. (La parte civile ha chiesto ed ottenuto un sequestro conservativo di 3,5 milioni di euro come garanzia).

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