Lesioni personali, maltrattamenti in famiglia e minaccia. Sono queste le accuse a carico di un 53enne tifernate, un pregiudicato per diversi reati, denunciato a piede libero dalla polizia del commissariato altotiberino. Ai poliziotti dopo un lungo calvario fatto di violenze e minacce la donna, un’ucraina, ha finalmente trovato il coraggio di raccontare quanto subito. Sposata con il 53enne il matrimonio per lei diventa un incubo in mezzo al quale finiscono anche i figli piccoli della coppia, due bambini di sette e quattro anni. Proprio per proteggere loro la donna per lungo tempo ha subito in silenzio le angherie di chi invece avrebbe dovuto amarla, rispettarla e proteggerla. Un calvario fatto di maltrattamenti continui che in più di occasione hanno lasciato segni sul corpo della donna e, ovviamente, stati d’ansia legati alla violenza e all’imprevedibilità del marito.
VIOLENZA CONTRO LE DONNE, IN UMBRIA OLTRE MILLE CASI ALL’ANNO
Il calvario Un uomo che una sera, ubriaco, ha picchiato la moglie di fronte ai bambini arrivando a minacciare di far del male anche a loro di fronte alla seppur timida reazione della donna. Un episodio dopo il quale la donna non ha potuto più tacere. Raccontato tutto agli uomini del commissariato di Città di Castello, questi hanno condotto un’indagine durante la quale hanno accertato come l’uomo tenesse in uno stato di sottomissione psicofisica la moglie, limitandola anche nelle più semplici ed ovvie relazioni interpersonali con il mondo esterno. Allontanato dalla casa dove vive la sua famiglia e denunciato, al 53enne è stato anche imposto l’obbligo di non avvicinarsi a moglie e figli.
