di Chiara Fabrizi

Poliziotti aggrediti davanti alla stazione di Città di Castello, uno resta ferito. Sono due gli uomini arrestati, si tratta di un 41enne tunisino e di un 22enne peruviano, sabato pomeriggio a seguito dell’episodio violento avvenuto davanti a diverse persone, alcune delle quali hanno ripreso l’accaduto. I due sono comparsi lunedì davanti al giudice che ha convalidato l’arresto e disposto a carico di entrambi i domiciliari. A diffondere le immagini dell’aggressione è stato Domenico Pianese, segretario del sindacato Coisp, che è tornato a chiedere «regole più severe per chi aggredisce le forze dell’ordine». L’episodio è diventato terreno di scontro politico.

IL VIDEO DELL’AGGRESSIONE

In base a quanto ricostruito, la pattuglia di agenti sabato pomeriggio era intervenuta in stazione dopo che era stata segnalata la presenza di un gruppo di ragazzi che infastidiva altri passeggeri all’interno di un treno in arrivo a Città di Castello. Giunti sul posto i poliziotti sono stati aggrediti dal 41enne tunisino ubriaco e già noto: l’uomo ha minacciato e insultato gli operatori, poi si è scagliato contro la volante sputando e colpendola con calci e pugni.

Lo stesso 41enne avrebbe poi telefonato a un amico, chiedendogli di raggiungerlo. Davanti alla stazione è quindi arrivato il 22enne peruviano, pure lui gravato da diversi precedenti di polizia. Il giovane ancora in sella a una bicicletta si è lanciato contro i poliziotti, colpendone uno con violenza. I due sono poi scappati ma essendo noti sono stati rintracciati nel giro di poco e arrestati per resistenza, violenza, minaccia, lesioni e oltraggio a pubblico ufficiale.

Secondo quanto riferito da Pianese, poi, uno degli «agenti ha riportato la frattura del polso e lesioni al ginocchio e alla schiena», ha detto il sindacalista del Coisp, evidenziando come «nonostante la situazione critica e la totale mancanza di un supporto immediato da parte delle autorità locali, i nostri colleghi hanno gestito l’intervento con professionalità, procedendo all’arresto dei due individui, ora posti ai domiciliari in attesa di giudizio».

«Solidarietà e vicinanza ai due poliziotti aggrediti» è arrivata dal sottosegretario al ministero dell’Interno, Emanuele Prisco: «La sicurezza delle forze dell’ordine – ha detto – non è meno importante di quella di tutti i cittadini: il Governo ha fatto una scelta di campo ben precisa, difendere e tutelare le forze dell’ordine e chiunque vesta una divisa. Un impegno confermato con l’introduzione di importanti norme di tutela inserite nel Ddl Sicurezza e con il ripristino del turnover al 100 per cento dei pensionamenti. Entro gennaio nella Questura di perugia arriveranno inoltre un rinforzo di 31 nuovi operatori. Per noi, chi tocca una divisa tocca lo Stato e non può essere una cosa tollerata».

«Piena solidarietà nei confronti dei due agenti di polizia aggrediti proprio nella nostra città di origine, Città di Castello» è arrivata anche dai parlamentari umbri del Pd Walter Verini a Anna Ascani. I due in una dichiarazione congiunta dicono che «l’episodio ha colpito perché il clima che si vive a Città di Castello è quello di una comunità caratterizzata da una convivenza civile serena, da una integrazione positiva, da una collaborazione di tutte le forze dell’ordine e della sicurezza con le istituzioni locali e la società». Verini e Ascani, poi, evidenziano come «l’annunciato arrivo di 31 unità di polizia sono del tutto insufficienti per le esigenze del territorio della questura: su questi temi della sicurezza sarebbe bene evitare due cose, agitare paure e annunciare modesti provvedimenti come fossero grandi soluzioni».

A esprimere «totale solidarietà alla polizia di Stato e in particolare agli agenti che sono stati aggrediti» anche il sindaco Luca Secondi di Città di Castello secondo cui si è di fronte a «un ulteriore episodio deprecabile, che va purtroppo ad aggiungersi ad altre situazioni a livello nazionale». Il sindaco torna a pungolare il ministero dell’Interno evidenziando che questi episodi mostrano la necessità «di una maggiore presenza delle forze dell’ordine alle quali esprimo a nome di tutta la comunità locale i sentimenti di gratitudine e vicinanza per il lavoro che ogni giorno svolgono, a rischio della propria incolumità, a tutela dei cittadini e la sicurezza nel territorio. Gratitudine anche ai carabinieri e alla polizia locale che, in questo caso come in altri, sono intervenuti a supporto dei colleghi della polizia di Stato». 

A intervenire anche i sindacalisti del Siap, Vincenzo D’Acciò e Giacomo Massari., secondo cui «il grave episodio di Città di Castello dimostra che non esistono più isole felici, evidenzia la necessità di avere subito dei rinforzi nei commissariati di frontiera e nuovi strumenti legislativi utili in situazioni del genere per poter garantire anche la sicurezza degli stessi operatori che intervengono». In particolare, i due sottolineano come «sempre più si creano, nelle nostre città, comunità degradate formate da soggetti pluripregiudicati che circolano liberamente con il rischio di fare male agli altri, oltre che a se stessi e a chi interviene per riportare la calma. Bravi i colleghi che hanno saputo gestire una situazione  critica, sempre con decine di cellulari che riprendono ossessivamente il loro operato, ma la domanda da porci è sempre la stessa, può la polizia essere lasciata sola ad affrontare tutto questo?».

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