I ragazzi al Cocoricò

Sono passate pochissime ore dalla visita della guardia di Finanza che ha trovato una presunta evasione milionaria al Cocoricò, quando arriva un ennesimo provvedimento, quello di chiusura. E’ il questore di Rimini Maurizio Improta a notificarlo, a seguito della morte del sedicenne Lamberto Lucaccioni, per avere assunto ecstasy. Insomma i guai sembrano non finire e questo ennesimo provvedimento potrebbe avere conseguenze ben più dure per la nota discoteca, visto che salta completamente la stagione estiva, al primo giorno del mese più affollato dell’anno.

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La chiusura Sono 120 giorni di chiusura, 4 mesi quindi, con una notifica giunta la mattina di domenica all’alba, proprio mentre in tanti uscivano dalla discoteca, dopo un sabato sera. Sull’atto che richiama all’articolo 100 del Tulps, sono ripercorsi gli interventi delle forze di polizia negli ultimi due anni e gli interventi del 118.

Una pagina Facebook per riaprire la discoteca Intanto è già nata una pagina Facebook a sostegno della riapertura della nota discoteca di Riccione: ‘Riapriamo il Cocoricò’, a cui hanno aderito oltre 35mila persone.

LA MADRE DEL 19ENNE: «HA FATTO ERRORE GRANDISSIMO»

Codacons Il Codacons dichiara  che «il questore ha accolto in pieno la nostra richiesta: all’indomani della tragica morte, infatti, avevamo chiesto la chiusura immediata della discoteca e la verifica di eventuali responsabilità del locale in merito alla diffusione di droga all’ interno della struttura e ai mancati controlli». Si tratta di «una sanzione leggera – aggiunge il Codacons -, soprattutto se rapportata alla gravità del tragico episodio avvenuto lo scorso 19 luglio: ora chiediamo alle forze dell’ordine – afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – controlli a tappeto nelle principali discoteche dell’Emilia Romagna e del paese, volti a verificare la diffusione di sostanze stupefacenti all’interno di tali locali e a punire con la chiusura le strutture che non riusciranno a prevenire ed evitare lo spaccio di droghe»

Città blindata In una nota della polizia viene riportato che  «l’attenzione della Questura si è concentrata principalmente nei pressi dei locali notturni di Rimini e di Riccione dove abitualmente si riversano nei fine settimana migliaia di ragazzi provenienti da tutta Italia. Per tale motivo è stato quindi predisposto un articolato sistema di controlli, che partendo dalle stazioni, dai caselli autostradali e dalle principali arterie stradali e arrivando sino ai locali di divertimento della provincia di Rimini, ha vigilato sul percorso che i giovani normalmente attraversano nei fine settimana, garantendo loro sicurezza e incolumità». Nel fine settimana «i poliziotti hanno identificato e controllato oltre 392 persone e fermato nei 12 posti controllo predisposti, oltre 230 auto, 8 sono le patenti ritirate nei confronti di conducenti che guidavano il veicolo sotto l’influenza di alcol». Sono 12 invece i ragazzi trovati in possesso di sostanza stupefacente.

Le motivazioni Il provvedimento in questione «nasce quindi dalla necessità – è scritto – di contrastare tutti quegli aspetti devianti volti a modificare o addirittura a porre in pericolo la tutela dei dettami posti alla base della Carta Costituzionale, quali diritti fondamentali ed irrinunciabili dei cittadini, ripristinando, mediante l’adozione di un provvedimento urgente, a tutela di primari interessi quali l’ordine e la sicurezza pubblica, la moralità, il buon costume e la sicurezza dei cittadini, anche quelle percezioni, assunte dalla maggioranza dei cittadini in ordine a concetti etici e morali, oltre che nel caso del concetto stesso di sicurezza pubblica. Il provvedimento ha lo scopo fornire tutela ai soggetti minorenni nei confronti dei quali appare incontestabile la particolare attenzione che la normativa nazionale e internazionale  rivolge loro, essendo i minori persone certamente più fragili e vulnerabili rispetto alle altre e, per tale motivo, soggette, ben più di altre, a sfruttamento ed abusi da parte di altri soggetti».

Dj Aniceto Il dj Aniceto, impegnato nel sociale e in precedenza membro della Consulta Antidroga, oltre a dirsi dispiaciuto per il fatto che i giovani non riescono a divertirsi se non «impasticcandosi», dichiara: «Una follia la chiusura della discoteca».

Legale Cocoricò In una nota diffusa alla stampa l’avvocato dei gestori del Cocoricò parla di «sanzione enorme» che arriva dopo un «linciaggio mediatico».

Un fiume di droga in questi anni Quindi la ricostruzione del fiume di droga che in questi anni ha fatto registrare diversi episodi di cronaca: Il 20 dicembre 2004 un 19enne perse la vita dopo essersi sentito male al Cocoricò per abuso di metanfetamine, il 27 novembre 2011 un 18enne subì un trapianto di fegato. Nell’agosto 2012 un ventenne fu ricoverato per abuso di droga e arrivato grave in ospedale gli fu salvata la vita, lo stesso mese una coppia, lei 20 lui 29 anni, entrò in coma per mdma. Il 20 luglio 2013 una ragazza  ebbe la stessa esperienza e a vendergli la droga fu un pierre del Cocoricò. Nel dicembre 2013 un 21enne di Ancona fu ricoverato per abuso di droga e alcol. Il 2 gennaio 2014 un napoletano di 32 anni, dopo una serata al Cocoricò, fu trovato morto in una stanza d’albergo. Poi, il 19 luglio scorso, Lamberto Lucaccioni, 16 anni, ucciso da ecstasy liquida. Questi ed altri episodi sono riportati nel provvedimento di sospensione della licenza del Cocoricò.

Lamberto voleva consumarla lì Nel provvedimento del questore c’è anche scritto che Lamberto si era procurato la droga precedentemente «per consumarla in uno spazio emotivo ben definito perchè il Cocoricò rappresentava il luogo perfetto dove assumerla». «L’ha assunta per predisporsi psicofisicamente a trascorrere in maniera per lui appropriata l’agognata serata». Intanto i familiari di Lamberto Lucaccioni, attraverso il loro legale rendono noto di avere accolto positivamente il provvedimento del prefetto.

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