domenica 17 novembre - Aggiornato alle 21:35

Centro polivalente di Norcia sequestrato: procura chiede rinvio a giudizio per sindaco e Boeri

Fissata l’udienza preliminare: ad Alemanno contestato anche il falso. Parti offese: Parco, Comune e Regione

Centro polivalente Boeri di Norcia sequestrato (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco Nicola Alemanno e per l’architetto Stefano Boeri. Approderà mercoledì mattina davanti al giudice per l’udienza preliminare Federica Fortunati il fascicolo sul Centro polivalente di Norcia, sequestrato nel marzo scorso con ordinanza del gip Francesco Salerno, su richiesta della procura della Repubblica di Spoleto, che ad Alemanno e Boeri contestano l’abuso edilizio e la violazione di una serie di vincoli ambientali e paesaggisti, mentre per il sindaco è scattata anche l’accusa di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Come noto il Centro polivalente è stato inaugurato nel giugno 2017 e realizzato coi fondi raccolti in favore delle popolazioni terremotate da Tg La7 e Corriere della Sera: l’opera è stata autorizzata con ordinanza del sindaco attraverso le deroghe previste per l’emergenza, mentre per la procura avrebbe dovuto seguire l’iter ordinario.

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Procura chiede rinvio a giudizio per sindaco e Boeri Come era già emerso secondo gli inquirenti, titolare del fascicolo il sostituto Mattei, il primo cittadino di Norcia deve rispondere anche dell’accusa di falso «per aver attestato nell’ordinanza 347 del 4 marzo 2017, con cui ordinava l’installazione dell’opera Centro polivalente, che trattavasi di “struttura temporanea per le esigenze pubbliche della popolazione” e ancora – si legge negli atti – che l’installazione della stessa era “temporanea per tutto il periodo connesso allo stato di emergenza”, mentre sia nel testo dello schema di convenzione stipulato dal sindaco col comitato donatore, sia nella delibera di giunta comunale numero 19 del 28 febbraio 2017, che approvava la convenzione in questione, l’opera – rileva il magistrato nella richiesta di rinvio a giudizio – veniva ripetutamente qualificata come struttura permanente polivalente, denominazione questa conforme alla struttura e alle sue caratteristiche tecniche e alla destinazione».

Parti offese: Parco, Comune e Regione Ad assistere il sindaco Alemanno sono gli avvocati Massimo Marcucci e Luisa Di Curzio, che hanno anche proposto ricorso per saltum in Cassazione per ottenere la rimozione dei sigilli del Centro polivalente: la Suprema Corte a metà luglio ha annullato il sequestro autorizzato dal gip Salerno, ma sono attese le motivazioni della sentenza per chiarire le prossime mosse. Intanto, però, l’inchiesta è andata avanti, arricchendosi anche della consulenza tecnica dell’ingegnere Paolo Grazioso, inserita nel fascicolo.  A difendere l’architetto Boeri, che ha progettato il Centro polivalente ricoprendo anche il ruolo di direttore dei lavori, sono gli avvocati del foro di Milano Francesco Arata e Carlo Cerami. Nel procedimento davanti al gup è la stessa procura della Repubblica di Spoleto a individuare come parti offese l’Ente Parco nazionale dei Sibillini, la Regione Umbria e lo stesso Comune di Norcia: da capire se il Parco se costituirà parte civile, mentre appare improbabile che i due enti locali chiedano di partecipare al processo, considerando le critiche registrate all’indomani del sequestro.

@chilodice

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