di Daniele Bovi
Macchinari comprati da un’azienda grazie ai fondi europei ma mai utilizzati. C’è questo al centro del caso discusso nella giornata di mercoledì a Perugia dalla sezione giurisdizionale della Corte dei conti. A essere coinvolta una ditta di serramenti di Castiglione del Lago, fallita nel giugno scorso, che grazie a 77 mila euro di fondi europei (il Fesr per la precisione) erogati attraverso la Regione Umbria, aveva comprato dei macchinari mai però utilizzati. Ed è per questo motivo che il procuratore regionale Antonio Giuseppone ha formulato l’ipotesi di danno erariale, accertando nel corso delle indagini anche fatture inesistenti.
«BUCO DI BILANCIO, NON POTEVANO NON SAPERE»
Il caso I macchinari, secondo quanto ricostruito dalla Procura, sono stati comprati e nel giro di poco tempo rivenduti. Parte danneggiata nel caso è la Regione che in un primo tempo ha provato anche a riavere indietro la somma, per la precisione 77.139 euro, senza però ottenere risposta secondo quanto emerso nel corso delle indagini. L’azienda, in seguito al fallimento (tra i creditori figurano anche Agenzia delle entrate, Archivio notarile, Poste italiane nonché un’azienda edile), non si è costituita in giudizio. Il procedimento è stato discusso di fronte alla Sezione, che ha affrontato per lunghe ore anche il caso del buco di bilancio di Spoleto, presieduta da Salvatore Nicolella (consiglieri Pasquale Fava e Chiara Vetro).
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