di Ivano Porfiri
Ha puntato il fucile contro la moglie e ha sparato, poi non ha trovato la forza di rivolgerlo verso se stesso. Avrebbe voluto farla finita per entrambi: troppe sofferenze per loro e per le figlie, una delle quali li accudiva quotidianamente.
Una vita insieme Ha i contorni dell’omicidio-suicidio riuscito a metà quanto avvenuto sabato mattina al piano terra di una quadrifamiliare in via Carducci, a Castiglione del Lago. Lì si erano trasferiti da meno di un mese Athos Ceccarelli, 90 anni compiuti il 16 novembre, e Vanda Cagnoni, 82 anni. E con loro una delle due figlie di 52 anni. Erano di Tavernelle, dove avevano gestito un bar e un negozio di alimentari. Poi i problemi di salute. Tanti e gravi, sia per lei che per lui.
FOTOGALLERY: Sul luogo dell’omicidio
L’omicidio E in una situazione di disperazione è nato il gesto che voleva concludere così un matrimonio felice durato 60 anni. Mai gravi problemi, mai una denuncia. Athos alle 10 ha imbracciato il suo fucile da caccia, che per paura dei ladri teneva in camera da letto. Lo ha puntato contro Vanda, che era a letto. L’ha centrata in volto. La figlia, che era in un’altra stanza, ha sentito il botto e si è precipitata trovandosi davanti la scena. La mamma morta, il padre sotto choc. Ha subito chiamato il 118, accorso insieme ai carabinieri, che conducono le indagini agli ordini del capitano Marcello Sardu, comandante della compagnia di Città della Pieve.
In psichiatria Il medico legale, Sergio Scalise, ha constatato il decesso ed ha effettuato un primo esame al cadavere della 82enne. Intanto l’uomo è stato accompagnato in ospedale per una consulenza psichiatrica. Verrà ascoltato dal sostituto procuratore Manuela Comodi. Al momento è indagato per omicidio, ma non in stato di arresto. La sua pena più grande, probabilmente, è di essere rimasto in vita a piangere la moglie. Forse per lui non ci saranno ulteriori accanimenti.
