di Barbara Maccari
Ruba la borsa contenente circa duemila euro e un cellulare alla consuocera per un debito mai saldato. Protagoniste della vicenda S.C., quarantenne originaria della provincia di Napoli e residente a Città di Castello, denunciata a piede libero dall’ufficio anticrimine del commissariato tifernate e I.O., 38enne di origine ucraina.
La storia Due consuocere, una campana e una ucraina, entrambe residenti a Città di Castello, due figli giovanissimi, nullafacenti, che convivono e che sono in attesa di un bambino. Una storia come tante altre, problemi economici, discussioni, minacce e alla fine un gesto estremo: la donna campana ruba la borsetta alla badante ucraina con i duemila euro in contanti e il telefonino.
Problemi economici Alla base del gesto, ha spiegato S.C. all’ufficio dell’anticrimine del commissariato tifernate, un prestito non saldato dall’ucraina e relativo alle spese per i figli. Una situazione familiare drammatica: i figli delle due donne, di giovane età, sono ambedue nullafacenti e le madri devono provvedere al loro mantenimento e a quello del loro bambino in arrivo. Ma come dividere le spese? Un anticipo qua, un saldo là e alla fine i conti non tornano mai e così la donna campana, convinta di essere a credito con la consuocera, decide di farsi giustizia da sola rubandole la borsa.
Indagini La badante ucraina si rivolge così al commissariato di polizia di Città di Castello per denunciare il fatto; gli agenti fanno due più due ed arrivano subito alla consuocera. L’ufficio anticrimine del commissariato ha proceduto quindi a denunciare per furto la quarantenne.

