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venerdì 7 maggio - Aggiornato alle 20:49

«Caso Suarez, Spina disinvolta e senza remore»: così il Riesame conferma la sospensione

I giudici depositano le motivazioni della decisione che tiene la prof ancora lontana dalla cattedra universitaria

Spina con Suarez

di Chiara Fabrizi

«La disinvoltura e l’assenza di remore nel recepire le sollecitazioni pervenutele per la predisposizione della prova d’esame fittizia poi sostenuta da Luis Suarez sono indicative dell’attitudine dell’indagata a porre in essere condotte di analogo tenore». Lo scrive il tribunale del Riesame di Perugia nelle motivazioni della decisione con cui, lo scorso 25 marzo, è stata confermata la sospensione per otto mesi della prof Stefania Spina indagata, questa l’ipotesi degli inquirenti, per aver anticipatamente fornito al bomber la prova dell’esame che lo stesso ha sostenuto e superato il 17 settembre all’Università per Stranieri.

L’INTERROGATORIO DI SUAREZ
TUTTO SUL CASO DELL’ESAME “FARSA”

«Caso Suarez, Spina disinvolta e senza remore» I giudici (presidente Narducci a latere Avenoso e Avella), dunque, non confermano solo la misura cautelare, ma anche la severità sulle condotte della docente già espressa dal gip Piercarlo Frabotta, che pure aveva confermato l’interdittiva a carico della prof. Nel provvedimento del Riesame depositato martedì viene, infatti, respinta la richiesta per il ritorno in cattedra di Spina avanzata dal difensore David Brunelli, che l’ha richiesta anche evidenziando come la docente abbia rassegnato le dimissioni dalla totalità degli incarichi dirigenziali ricoperti in ateneo. Tuttavia, evidenziano i giudici, le contestazioni formulate della procura di Perugia, a indagare sono i pm Paolo Abbritti e Giampaolo Mocetti, sarebbero state «poste in essere dall’indagata in qualità di prof ordinario», motivo per cui tuttora viene rilevato il pericolo di reiterazione del reato.

Le intercettazioni Nella decisione del Riesame, poi, si stigmatizza il «tenore inequivoco» di alcune conversazioni intercettate dalla Guardia di Finanza, in cui la prof «lungi dal percepire il concreto disvalore delle condotte, ironizza a più riprese tanto sull’effettivo livello di preparazione» del bomber «quanto sull’eventualità che lo stesso non superi la prova», sia il caso della moglie rumena del contadino al centro di un’altra sollecitazione ricevuta da Spina in vista dell’esame di lingua che la donna avrebbe dovuto sostenere.

L’altro episodio «emblematico» Sul punto i giudici parlano di «episodio dalla valenza emblematica» che denota una «ricorsività nel modus operandi dell’indagata quale quello attenzionato dagli inquirenti». In questa vicenda, la prof sarebbe stata sollecitata da un collega e poi avrebbe investito il docente Rocca, che sedeva nella commissione esaminatrice. Anche qui il difensore ha tentato di ottenere la revoca evidenziato come Rocca si sia dimesso, ma secondo i giudici ciò «non vale a neutralizzare il pericolo che l’indagata reiteri condotte della medesima indole, interfacciandosi con diversi referenti subentrati» nel ruolo.

@chilodice

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