Quantcast
domenica 3 luglio - Aggiornato alle 23:13

Caso Shalabayeva, per la procura di Perugia fu sequestro di persona: indagato capo dello Sco

Indagato Renato Cortese e il questore di Rimini Maurizio Improta insieme al giudice che convalidò l'espulsione

Sequestro di persona. E’ questa la pesantissima accusa che la procura di Perugia contesta al capo dello Sco della polizia Renato Cortese, al questore di Rimini Maurizio Improta, allora rispettivamente capo della mobile e capo dell’immigrazione di Roma, al giudice di pace Stefania Lavore e a due funzionari e tre poliziotti della questura di Romaper il caso di Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Muktar Abliazov, espulsa dall’Italia il 31 maggio del 2013.

Cassazione  L’espulsione della donna era già stata dichiarata «illegittima» dalla Corte di Cassazione e la stessa Shalabayeva, rientrata in Italia con cinque anni di asilo politico disse che quella notte si trattò di un «sequestro». La donna venne prelevata insieme alla figlia di sei anni dalla villa di Casal Palocco e venne rimpatriata su un volo kazako anche se le autorità sapevano chi era e che rispedire lei e la figlia in patria le avrebbe esposte a rischio ritorsione.

Sequestro La procura di Perugia dunque contesta il sequestro di persona, ma anche altri reati – a vario titolo – in concorso con alcuni funzionari dell’ambasciata del Kazakistan a Roma ( per cui non sono note le ipotesi di reato). La donna venne espulsa perché, secondo le autorità italiane era in possesso di un passaporto contraffatto. Ma i supremi giudici hanno chiarito che il passaporto era valido. Adesso i magistrati di Perugia – competenti ad indagare in caso di coinvolgimento di un magistrato romano – hanno inviato un avviso di garanzia alle otto persone indagate, che probabilmente verranno ascoltate dagli inquirenti nelle prossime settimane.

Avvocato Shalabayeva «La magistratura di Perugia – ha dichiarato il legale della Shalabayeva Astolfo di Amato – ha dimostrato grande indipendenza e autonomia. Alma ha presentato la denuncia alla procura con grande fiducia. La denuncia era per sequestro di persona, quindi quello che è stato scritto avrà trovato conferma nelle indagini. Guardiamo con attenzione, poi valuteremo se costituirci parte civile».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.