Rimane agli arresti domiciliari il 18enne romano di istigazione al suicidio in riferimento alla morte di Andrea Prospero. Lo studente 19enne di Lanciano, morto il 24 gennaio scorso dopo aver ingerito un mix letale di farmaci, avrebbe continuato a chiacchierare con l’indagato finche’ il ragazzo non è deceduto. Una sequenza di messaggi nella quale il 18enne lo avrebbe, in piu’ circostanze, spronato se non sfidato a portare a termine il suo intento. A processo, il gup ha recentemente respinto la richiesta di patteggiare a due anni e sei mesi, da impiegare in servizi socialmente utili. Una pena ritenuta non congrua, come evidenziato anche dagli avvocati Carlo Pacelli e Francesco Mangano, che assistono i familiari di Andrea. In occasione dell’udienza, la difesa dell’imputato ha chiesto la revoca dei domiciliari, a cui si trova ristretto da marzo. Il giudice ha espresso parere negativo anche alla revoca della misura cautelare. Si torna in aula il 6 novembre.
Caso Prospero: il ‘compagno virtuale’ resta agli arresti domiciliari
Il gup ha recentemente respinto la richiesta del 18enne romano di patteggiare a due anni e sei mesi. È accusato di istigazione al suicidio
