L'accusato di istigazione al suicidio di Andrea Prospero Emiliano Volpe ©️Fabrizio Troccoli

di Enzo Beretta

Il giudice per l’udienza preliminare di Perugia, Simona Di Maria, dopo aver rigettato la richiesta di patteggiamento a due anni e mezzo per Emiliano Volpe, il 18enne romano accusato di istigazione o aiuto al suicidio in relazione alla morte di Andrea Prospero, il ventenne di Lanciano trovato senza vita il 29 gennaio 2025 in una camera del centro storico del capoluogo umbro, ha disposto il processo per il ‘compagno virtuale’ che il 22 gennaio dovrà presentarsi davanti alla Corte d’assise di Perugia. In quella circostanza l’imputato, difeso dall’avvocato Alessandro Ricci, potrà decidere se richiedere il patteggiamento.

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«Noi ci aspettiamo una pena giusta. Non chiediamo vendetta, ma giustizia» ha spiegato il padre di Andrea al termine dell’udienza. «Sarà il giudice a stabilire quale sia corretta. Ora attendiamo il 22 gennaio, quando il processo entrerà nel vivo». Riguardo alle immagini acquisite dalla Procura, il padre ha aggiunto: «Secondo gli atti, in quei momenti Andrea era solo. Io ho sempre pensato che non lo fosse, ma se gli atti dicono questo, accetto anche questo».

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