di F.T.
Le misure cautelari richieste fra maggio e giugno nei confronti di Moreno Fernandez – gli arresti domiciliari in prima battuta e successivamente l’interdizione dal lavoro – erano state respinte dal gip Simona Tordelli. Una linea confermata a luglio anche dal tribunale del riesame. A quel punto la procura, decisa a sostenere la propria linea, si era rivolta alla corte di cassazione con un nuovo ricorso.
Inammissibile Venerdì scorso la quinta sezione della Suprema Corte ha dichiarato il ricorso ‘inammissibile’. Nulla è dato sapere circa le motivazioni che dovrebbero arrivare entro la fine di gennaio. Interpellato sulla questione, l’avvocato Alessandro Ricci – legale dell’ex dirigente della Digos di Terni – si limita a confermare la notizia, senza andare oltre. Di certo, dopo i passaggi davanti al gip e al riesame, la vicenda giudiziaria si arricchisce di un nuovo tassello favorevole alla difesa.
Accuse L’indagine avviata dal pm Elisabetta Massini aveva portato all’iscrizione del funzionario di polizia nel registro degli indagati. Fra i nove capi di imputazione contestati dal pm, figurano l’abuso d’ufficio, il falso in atto pubblico, l’omessa denuncia di reato e le false dichiarazioni al pm. Fra i filoni d’indagine, uno in particolare aveva turbato non poco il clima interno al palazzo di giustizia. In particolare quello che vede il gip Pierluigi Panariello fra le persone offese: per l’accusa, il magistrato sarebbe stato pedinato in maniera ‘arbitraria’ e senza l’avallo della procura.
