di Chiara Fabrizi
Sono 62 i nuovi agenti che il Dap (dipartimento per l’amministrazione penitenziaria) ha assegnato alle Case di reclusione di Spoleto, Terni e Orvieto. Non sarà inviato nessun rinforzo, invece, all’istituto di Capanne di cui il ministero, come aveva svelato Umbria24 un anno fa, continua ad ignorarne l’esistenza. I provvedimenti di trasferimento sarebbero stati firmati alla fine di luglio e, secondo quanto risulta, nel giro di due settimane gli agenti prenderanno servizio nei tre carceri umbri.
Terni Nel dettaglio, a godere maggiormente del balsamo delle nuove assegnazioni sarà il carcere di Terni che si prepara ad accogliere 34 nuove unità a fronte di un carenza di organico che, al netto dei rinforzi in arrivo, si attestava a quota 50. Il deficit di personale, insomma, sarebbe un capitolo prossimo all’archiviazione. Eppure non è così. Già, perché nel penitenziario di Terni è stato ultimato il nuovo padiglione per il quale, carte alla mano, dovrebbero essere inviati altri 80 agenti. «Per quel che ne sappiamo – spiega Fabrizio Bonino del Sappe – il Dap non ha alcuna intenzione di inviare le unità previste, il padiglione è pronto e in qualsiasi momento potrebbe arrivare un fax in cui si annuncia il trasferimento dei detenuti e quindi l’entrata in funzione della nuova area».
Spoleto e Orvieto Al carcere di Maiano sono, invece, attesi 18 nuovi agenti a fronte di una carenza di personale di 72 unità. In sostanza, nel super penitenziario di Spoleto le nuove assegnazioni non ripianeranno il deficit di organico all’origine delle tante criticità, aggressioni in testa, rilevate negli ultimi anni dalle sigle sindacali. Niente di più, insomma, di una boccata d’ossigeno. Meglio va, invece, al penitenziario di Orvieto che con le 10 nuove assegnazioni, a fronte di una carenza d’organico di 27 unità, si prepara a vivere una fase di discreta «tollerabilità».
Capanne «fantasma» Nessun agente è stato, invece, destinato al carcere perugino che, a sette anni dall’inaugurazione, continua a non risultare nei carteggi del Dap. Il ministero, documenti alla mano, è ancora convinto dell’esistenza del piccolo istituto di piazza Partigiani che di agenti in forze ne aveva appena 100, a fronte dei 350 previsti per Capanne. Trasferimenti, fondi incentivanti, straordinari sono tutti calcolati sulla base della pianta organica di piazza Partigiani, danneggiando non solo gli agenti in servizio a Capanne ma anche l’intero corpo della penitenziaria dell’Umbria.
Bonino: «Capanne? Caso da Striscia la notizia» Per il segretario regionale del Sappe il caso di Capanne è «almeno clamoroso e meriterebbe un servizio su Striscia la notizia perché – spiega – non è possibile e benché mai accettabile che il Dap e il ministero continuino a fare orecchie da mercante, lasciando passare un falso in bilancio incredibile, visto che questo disastro danneggia l’Umbria intera non solo in termini di agenti, ma anche e soprattutto in termini di risorse». Sulle nuove assegnazione, invece, Bonino afferma: «I 62 agenti sono il risultato del grande sforzo fatto dai sindacati dopo anni di mancati trasferimenti».
In due anni decine di pensionamenti Ma nessuno se la sente, come evidente, di cantare vittoria, anche perché il futuro ha contorni a dir poco incerti. «C’è da dire – continua Bonino – che il nostro è un corpo di polizia con un’età media particolarmente elevata, tanto che con la riforma del lavoro stiamo assistendo a una vera e propria corsa al pensionamento». La paura, insomma, è che nel giro di un paio di anni ci si ritrovi a fare i conti, un po’ ovunque, con un organico ridotto ai minimi termini. servizio.

