Il carcere di Perugia Capanne

Ha rassicurato la madre durante una videochiamata, poi, una volta rientrato in cella, si è impiccato. Aveva 32 anni ed era originario di Bevagna il detenuto morto suicida martedì nel carcere di Perugia Capanne. Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe dovuto lasciare il penitenziario nel giro di circa due mesi, in vista dell’appello. La sua vicenda personale era segnata da problemi di tossicodipendenza, pur senza un passato da criminale. La tragedia si è consumata mentre le celle erano aperte. A intervenire è stato un agente della polizia penitenziaria che ha tentato di soccorrerlo e rianimarlo, senza riuscire a salvargli la vita. Il giorno precedente, secondo il racconto di un compagno di detenzione, il 32enne si sarebbe ferito.

Le tensioni La notizia della morte ha provocato forte tensione all’interno dell’istituto. I detenuti hanno chiesto di incontrare il garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Giuseppe Caforio, che si è recato a Capanne nella serata di martedì. Per circa tre ore si è svolto un confronto alla presenza della direttrice del carcere e del comandante della polizia penitenziaria. Un incontro particolarmente teso, segnato dal dolore per l’accaduto e dalle proteste sulle condizioni di vita in carcere, sul sovraffollamento e sull’assistenza sanitaria e psicologica ritenuta insufficiente. Solo al termine il confronto si è sciolto in una preghiera e in un lungo applauso, mentre alcuni detenuti hanno espresso la propria rabbia per quanto accaduto. «È una sconfitta per l’apparato pubblico. Non meritava il carcere: con un percorso alternativo il ragazzo si sarebbe salvato», ha affermato Caforio. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Perugia, che coordina gli accertamenti. Sarà disposta l’autopsia.

La Regione Sul caso è intervenuta anche la presidente della Regione, Stefania Proietti, insieme all’assessore regionale al Welfare Fabio Barcaioli. I due hanno espresso cordoglio ai familiari del detenuto e vicinanza alla direzione del carcere, agli operatori coinvolti e a tutte le persone che vivono e lavorano nella struttura. Palazzo Donini sottolinea come quello di Capanne sia il quarto suicidio registrato nelle carceri umbre dall’inizio di quest’anno. Al 30 aprile, nelle quattro strutture penitenziarie di Perugia, Terni, Spoleto e Orvieto risultavano presenti 1.708 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 1.340 posti. «Questa è una situazione inaccettabile», hanno sottolineato Proietti e Barcaioli.

I numeri Secondo i dati diffusi da Palazzo Donini, a cinque mesi dall’inizio del 2026 i suicidi avvenuti nelle carceri umbre rappresentano il 17 per cento del totale nazionale. La Regione evidenzia inoltre che il rapporto tra popolazione detenuta e popolazione regionale, pari allo 0,19 per cento, è tra i più elevati del Paese. Da qui la richiesta di rafforzare gli interventi di prevenzione del disagio psichico e di potenziare gli organici della polizia penitenziaria e delle altre figure professionali impegnate negli istituti di pena.

Responsabilità La Regione richiama inoltre le difficoltà legate alla carenza di personale e all’aumento della popolazione detenuta. «Ogni suicidio avvenuto in carcere – scrivono Proietti e Barcaioli – richiama tutti a una responsabilità che non può essere elusa. La tutela della dignità della persona deve restare un principio irrinunciabile e richiede un’attenzione costante, capacità di ascolto e strumenti adeguati per intercettare situazioni di sofferenza».

Il sindacato Anche il Sappe, sindacato autonomo della polizia penitenziaria, ha segnalato criticità organizzative e carenze di personale. Secondo il sindacato, al momento della tragedia un solo agente era impegnato nel controllo di due sezioni aperte con circa cento detenuti, una condizione che avrebbe reso particolarmente difficile prevenire episodi di autolesionismo. A livello nazionale, con quello avvenuto a Capanne, i suicidi nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno sono saliti a 27.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.