Prima un calcio a una sedia che ha poi colpito un ispettore della polizia penitenziaria. Poi un pugno in faccia a un assistente capo. Ennesimo episodio violento nel tardo pomeriggio di domenica all’interno del carcere di Perugia, dove uno dei due agenti ha avuto bisogno delle cure del personale sanitario, riportando sette giorni di prognosi. A denunciare la doppia aggressione per mano di un detenuto magrebino è stato il segretario regionale del Sappe (sindacato autonomo di polizia penitenziaria), Fabrizio Bonino, secondo cui «le carceri umbre stanno vivendo ormai da tempo momenti di grande difficoltà nella gestione dei detenuti» come confermano «le continue le aggressioni al personale che si verificano senza che vi sia un intervento da parte degli organi superiori e questo convince i detenuti, specie quelle più violenti, che possono fare quel che vogliono, restando impuniti».

In particolare, l’ultimo episodio nel carcere di Perugia è scaturito dalla richiesta del detenuto di poter fare una telefonata. Quando l’ispettore ha aperto la cella, il recluso ha sferrato un calcio alla sedia che ha poi colpito alla schiena l’agente. A quel punto è intervenuto un collega e in due sono riusciti a riportare in cella il detenuto. Tuttavia, quando è stato lasciato, il recluso ha sferrato un pugno in faccia all’assistente capo, ferendolo. Soltanto l’intervento di altri agenti ha permesso di mettere in sicurezza il detenuto e pure i due poliziotti aggrediti.

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