Turni massacranti, condizioni di lavoro insostenibili e, in base ai dati dell’agosto 2024, un sovraffollamento di detenuti pari al 20% in più. Questo il quadro che emerge dall’allarme lanciato dall’Osapp, organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria, a cui si aggiunge il rischio di non riuscire a pianificare il «piano ferie estivo per gli agenti e sollevando gravi preoccupazioni per la sicurezza dell’istituto».
Carcere Orvieto A darne notizia è il segretario dell’organizzazione sindacale Fabio Tardani che, in una nota scrive: «Nonostante le ripetute denunce e gli appelli, la situazione non sembra essere migliorata». Il personale infatti, rispetto al numero della popolazione carceraria, continua a scarseggiare. «Questa costante pressione sul personale non solo compromette il benessere psicofisico degli agenti, sottoposti a stress e carichi di lavoro eccessivi, ma incide negativamente sulla gestione complessiva dell’istituto e sui livelli minimi di sicurezza». In questo contesto, «l’imminente piano ferie estivo 2025 rischia ora di diventare l’ennesimo punto di rottura. Con un organico ridotto all’osso, garantire il sacrosanto diritto al recupero psicofisico per gli agenti attraverso le ferie estive appare un’impresa ardua, se non impossibile, senza un intervento urgente da parte dell’amministrazione penitenziaria».
L’appello «Si lancia, pertanto, un accorato appello alle autorità competenti, al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e al ministero della Giustizia, affinché vengano adottate misure straordinarie e immediate per far fronte alla carenza di personale presso la casa di reclusione di Orvieto. È indispensabile un invio urgente di nuove unità e una revisione dell’organizzazione del lavoro che possa garantire la fruizione delle ferie estive al personale. Come ultima spiaggia, di fronte a una situazione ormai insostenibile e per supportare il personale stremato di Orvieto – conclude Tardani – si chiede l’invio della task force del Dap, attualmente impiegata per la vigilanza dei concorsi, affinché possa temporaneamente sopperire alle criticità d’organico e garantire un minimo di respiro agli agenti in servizio».
