Il comandante provinciale dell'Arma di Perugia, colonnello Paolo Piccinelli

di Ivano Porfiri ed Enzo Beretta

«Aggredire i patrimoni della criminalità è importante quanto arrestare i malavitosi»: così il nuovo comandante provinciale dei carabinieri Paolo Piccinelli durante la conferenza stampa di presentazione avvenuta stamani in caserma. Il colonnello ha spiegato che vuol «proseguire a Perugia l’ottimo lavoro del predecessore Cosimo Fiore» puntando sul «gioco di squadra con le altre forze di polizia, la magistratura e la prefettura». Vent’anni dopo il colonnello torna a Perugia dove aveva prestato servizio nella seconda metà degli anni Novanta: «Con piacere ho ritrovato alcuni collaboratori dell’epoca, Perugia l’ho trovata profondamente cambiata anche dal punto di vista architettonico. La città ha problemi ma ci impegneremo per risolverli proprio con la squadra allargata composta dal prefetto e dal procuratore. Proprio ieri con Luigi De Ficchy c’è stato un proficuo scambio di idee».

VIDEO – INTERVISTA AL NUOVO COMANDANTE

«Non abbandoneremo le zone colpite dal terremoto» Obiettivo di Piccinelli – è stato detto – è quello di studiare i problemi della provincia «per stare vicino ai miei carabinieri e alla gente, adottando dispositivi ancor più adatti. L’impegno a Norcia, Cascia e Preci continuerà nel tempo e nessuno verrà abbandonato nelle zone del terremoto». Piccinelli ha anche sottolineato l’impegno dell’Arma nella lotta alla criminalità: «Aggredire i patrimoni, quindi sottrarre beni, denaro, auto e abitazioni ai malavitosi è importante tanto quanto eseguire arresti».

Il curriculum dell’ufficiale Paolo Piccinelli è romano e ha 47 anni. Sposato, è padre di tre bambini, dopo il biennio all’accademia militare di Modena ha preso tre lauree (Giurisprudenza, Scienza della sicurezza interna ed esterna, Scienze politiche) frequentando altrettanti master in sicurezza e comunicazione pubblica. E’ figlio di giornalista ed è iscritto all’Ordine dei giornalisti del Lazio come pubblicista. In carriera, tra le altre cose, ha prestato servizio in Bosnia, è stato comandante del reparto operativo di Palermo per tre anni e infine ha diretto il comando provinciale dei carabinieri di Pescara.

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