di Fabio Toni
Assoluzione per gli uomini dell’Arma, condanne per gli addetti Anas. Questo l’esito del processo per la morte dell’appuntato scelto Luigi Mirante, 41enne di Catanzaro. Il militare, alla guida di un autocarro Fiat Iveco, morì sul colpo nell’incidente stradale avvenuto il 9 maggio del 2006 sul raccordo Terni-Orte all’altezza di Capitone. Il mezzo perse aderenza e finì più volte contro il guard rail e la rete di protezione. L’accusa ha sempre sostenuto l’inadeguatezza dell’autocarro messo a disposizione dal comando carabinieri, così come la mancanza di manutenzione e quindi dei requisiti minimi di sicurezza lungo il tratto stradale teatro del tragico sinistro.
La sentenza Il giudice monocratico Angelo Matteo Socci ha assolto dall’accusa di omicidio colposo il colonnello Giuseppe Cocilovo (comandante pro tempore del reparto comando Calabria), Egidio Tricarico (capofficina carabinieri Calabria) e il comandante d’autodrappello Giovanni Falese. Condanne ad un anno, pena sospesa, per il capo centro Anas di Perugia Marco De Paolis e per il capo cantoniere Augusto Martelli. La posizione del sesto imputato, il capo del nucleo Anas Ardelio Nulli Smuraglia, era stata già definita nel corso dell’udienza preliminare. In aula il viceprocuratore onorario Paola Micheli aveva chiesto l’assoluzione per il colonnello Cocilovo e la condanna ad un anno e sei mesi per tutti gli altri.
Risarcimento Il tribunale ha anche disposto un risarcimento provvisionale pari a 50 mila euro per ciascuno dei genitori del militare deceduto. La richiesta formulata delle parti civili, rappresentate dagli avvocati Pietro Mancuso e Francesco Furriolo di Catanzaro, è di 300 mila euro a testa per i genitori e di un milione di euro complessivi per la moglie e i figli del carabiniere. L’importo del risarcimento verrà definito in sede civile.

