Ambulanza del 118 in azione (Foto Fabrizio Troccoli)

di Maurizio Troccoli

Un bambino ferito lievemente a un occhio, una ragazzina a una coscia. E’ questo il bilancio del Capodanno 2012 in Umbria per ciò che riguarda i botti. Dilaga, invece, il fenomeno dell’alcol tra i minorenni.

Nella notte a Terni è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari solamente un bambino di dodici anni che, imprudentemente, ha raccolto in strada un petardo inesploso, che poi è deflagrato causandogli una lieve lesione ad un occhio. Per il resto nel Ternano, sul fronte dei festeggiamenti del fine anno, si è registrata una sostanziale diminuzione del fenomeno delle accensioni degli artifici pirotecnici.

A Foligno, invece, la polizia segnala una 14enne con una lieve ustione a una coscia causata da un petardo. Per lei il pronto soccorso ha disposto una prognosi di otto giorni.

E’ la prima volta che accade che in un capoluogo di provincia come Perugia non ci siano, la notte di Capodanno, persone ferite ber i botti. Il bilancio di Capodanno 2013 al pronto soccorso del Santa Maria della Misericordia, parla chiaro: non ci sono stati interventi di operatori del 118, di infermieri o di medici per ferite dovute ai fuochi pirotecnici di Capodanno.

Vuoi i messaggi e gli appelli alla prevenzione e alla sicurezza delle forze dell’ordine, vuoi i messaggi persuasivi di personale medico e di esperti, vuoi infine una sistematica informazione, come deterrente al fenomeno, sta di fatto che il ricorso ai fuochi pirotecnici la notte di Capodanno registra una flessione, stando ai riscontri ospedalieri.

Dilaga invece il fenomeno dell’abuso di alcol, in particolar modo tra minorenni. Chi ha assistito la notte scorsa all’andirivieni di giovani che accompagnavano minorenni «ubriachi» al pronto soccorso ha raccontato a Umbria 24 che «sembravano ragazzini in fila per comprare i biglietti per il concerto per quanti ce n’erano». Dal pronto soccorso confermano che si è trattato di alcune decine. «Scene di ragazzini distesi sulle sedie, sulle panchine o trascinati dagli amici fino al pronto soccorso. Chi vomitava, chi si lamentava e chi era in preda a malori di vaio genere». «In molti casi – si apprende da fonti ospedaliere – sono stati gli stessi genitori che, informati, si sono recati al pronto soccorso per prelevare i propri ragazzi e riaccompagnarli a casa».

Un altro episodio della notte ha riguardato un quarantenne colpito da arresto cardiaco, anche in questo caso probabilmente a causa dell’eccessivo uso di alcol. E’ stato ricoverato «ora sta meglio», dicono dall’ospedale.

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