di D.B.
C’è anche il nome dell’ex grifone Gianni Califano tra quelli dei 50 fermati per un presunto giro di calcioscommesse emerso da «Dirty soccer», l’inchiesta della procura della Repubblica di Catanzaro diretta dal procuratore Antonino Lombardi e dagli uomini dello Sco, il Servizio centrale operativo della polizia. Insieme a Gianni Califano, attuale direttore sportivo del Monza, è stato arrestato anche il padre Bruno. In manette, tra gli altri, anche l’ex direttore generale del Monza calcio, Mauro Ulizio, oggi dirigente Pro Patria.
L’inchiesta Nell’inchiesta della procura di Catanzaro, nella quale al momento non compaiono nomi di società umbre o di persone ad esse collegabili, figurano presidenti, allenatori, manager, calciatori, imprenditori italiani e stranieri e pure magazzinieri di una trentina di squadre tra Lega Pro, serie D e pure serie B. Cinquanta le persone fermate che, stando alla ricostruzione degli inquirenti, si muovevano per truccare le partite. Le accuse, a vario titolo, sono associazione per delinquere finalizzata alla frode calcistica con l’aggravante di aver favorito organizzazioni mafiose, in particolare la ‘ndrangheta. Tutti coinvolti, sempre secondo le carte degli inquirenti, in un giro di scommesse finalizzato a guadagnare montagne di euro lucrando sulla passione dei tifosi.
Con il Grifo Al momento non si conoscono con precisione i capi di accusa a carico dell’ex giocatore del Perugia e i fatti in base ai quali gli inquirenti hanno deciso di arrestarlo. Califano ha militato con la maglia biancorossa in serie C1 nella stagione 2007-2008, collezionando 27 presenze, cinque gol e una promozione in serie B sfumata ai play-off. In quell’occasione il Grifo allenato da Antonello Cuccureddu si arrese in semifinale di fronte all’Ancona. All’andata, al «Curi», i biancorossi vinsero per tre a uno, il ritorno pareva una formalità e invece il Perugia perse due a zero giocando una partita scialba e dicendo addio ai sogni di gloria.
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