di Maurizio Troccoli
La trattativa per l’acquisto del noto locale del centro, il Caffè di Perugia, da parte di un gruppo di imprenditori perugini, è in una situazione di stallo.
Chiude il Caffè di Perugia. Vedi le immagini
Tra la famiglia Servadio e la cordata di imprenditori perugini, tra cui spiccano i nomi di Walter Novellino, noto allenatore di calcio e Paolo Caporali, titolare della Liomatic, la trattativa non sembra sbloccarsi poichè l’intera operazione finanziaria risulta, secondo quanto appreso da Umbria24 «troppo onerosa in rapporto alle potenzialità del locale» agli occhi di chi si è reso disponibile ad una valutazione.
Locali commerciali chiudono a Perugia. Il fotoreportage
Novellino e Caporali non se la sentono di chiudere un affare per l’acquisto dell’intero immobile quotato tra i 4 e i 5 milioni di euro. Preferiscono chiudere la trattativa rilevando solo il piano terra dell’immobile, con i locali adibiti a bar e degustazioni di vini. Gli eredi Leonardo Servadio intendono invece concludere l’operazione per intero, comprensiva cioè dei tre piani dello storico locale.
Non si vede quindi al momento una soluzione intermedia. Fonti vicine ai due imprenditori commentano con Umbria24 che la «particolare configurazione dei locali non offre alternative di modifiche strutturali per permettere un afflusso di clientela significativo sia durante le ore diurne che di notte, sufficiente a rendere conveniente l’operazione».
In altri termini 5 milioni di euro per la sola proprietà, senza tenere conto dei costi di gestione, rappresentano una somma che attualmente nessun imprenditore perugino è in grado di offrire, mentre per i soli locali a piano terra, l’offerta avanzata è stata di 1milione 200mila euro.
A frenare la disponibilità di chi dovrebbe aquistare in questa fase, secondo quanto raccolto da Umbria24 negli ambienti vicini ai due imprenditori, ci sarebbe anche una riflessione di opportunità imprenditoriale tenendo conto che una eventuale diversa destinazione per i locali superiori, ad esempio a ristorante di valore, si scontrerebbe con una già significativa presenza di tali riconosciute attività nel centro perugino. Inoltre la difficoltà di intervenire strutturalmente, non consentirebbe target significativi di clientela, tali da giustificare l’investimento.
