mercoledì 28 ottobre - Aggiornato alle 10:08

Bullismo, spengono sigarette sul collo di un compagno ma tutta la classe firma la lettera-denuncia

Due 17enni agli arresti domiciliari in comunità. Romizi: «Implementare progetti di contrasto»

Bullismo

di Chia.Fa.

Erano arrivati perfino a spegnergli le sigarette sul collo. È finito l’incubo per un adolescente di Perugia che, anche grazie all’esposto firmato dai i compagni di classe, è riuscito a battere i due bulli entrambi arrestati dagli uomini della squadra mobile di Perugia che, coordinati dalla procura per i minori, ha ottenuto per entrambi la misura cautelare restrittiva del collocamento in una comunità.

Bullismo a scuola I ripetuti episodi di bullismo si sono consumati sia all’interno della scuola superiore di Perugia frequentata dai due arrestati e dalla vittima, oltreché all’esterno. Gli adolescenti sono accusati di aver presto di mira da tempo un loro compagno di classe con offese, insulti e pugni alla schiena, arrivando perfino a spegnergli le sigarette sul collo. Il coetaneo terrorizzato non andava più neanche in bagno durante l’orario scolastico per paura di trovarsi di fronte i due bulli. Le aggressioni fisiche e psicologiche denunciate con una lettera esposto dalla classe hanno anche spinto il ragazzino, che spesso esplodeva in crisi di pianto, a cambiare completamente le proprie abitudini per limitare il più possibile le violenze che i due compagni lo avrebbero costretto a patire.

Denuncia di classe Gli atti di bullismo non sono naturalmente passati inosservate al resto della classe, che alla fine ha reagito, non con altra violenza, ma con carta e penna. I compagni, infatti, hanno scritto e firmato un esposto per segnalare le aggressioni di cui era vittima il coetaneo e lo hanno inviato alla direzione scolastica. Immediatamente la denuncia è stata inoltrata alla questura di Perugia che con gli uomini della Mobile ha compiuto tutti gli accertamenti del caso a carico dei due studenti di diciassette anni.

Arresti domiciliari in comunità A carico dei due giovani il gip del tribunale per i minori di Perugia ha disposto gli arresti domiciliari in comunità, considerandoli gravemente indiziati per il reato di atti persecutori. Uno dei due bulli, peraltro, era già stato arrestato nei giorni precedenti con un’altra ordinanza del gip in cui è accusato di aver assoggettato altri coetanei a episodi di rapine e tentate estorsioni.

Romizi: «Implementare progetti di contrasto» Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Andrea Romizi, cui i fatti hanno generato «preoccupazione e tristezza per la gravità delle azioni e per l’età dei responsabili». Il primo pensiero del sindaco è andato ovviamente  all’adolescente «vittima e alla sua famiglia per quanto subito», mentre «un grande plauso» Romizi lo ha riservato «ai ragazzi e agli insegnanti, che con la solidarietà espressa e la loro iniziativa, sono riusciti a far venir meno non solo gli atti bullismo perpetrati, ma anche il senso di solitudine». In questo senso, il sindaco ricorda che «da anni le istituzioni, il mondo della scuola e le associazioni si impegnano nel contrasto di questi fenomeni» e i «fatti accaduti e il ruolo attivo dei ragazzi confermano la necessità e l’importanza di simili progetti che sarà cura di tutti ulteriormente implementare».

@chilodice

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