tar scuola
Una classe (foto archivio)

di Enzo Beretta

Indagato per stalking un quindicenne marocchino diventato il «terrore» di una scuola media del Perugino. Non potendo essere arrestato, in quanto minorenne, il pm Flaminio Monteleone ha chiesto e ottenuto la misura della permanenza in casa. Le indagini dei carabinieri sono iniziate in seguito alle denunce in caserma da parte di alcuni genitori: i loro figli – riferiscono gli investigatori – erano «terrorizzati al punto da rifiutarsi di andare a scuola». Sin dall’inizio dell’anno scolastico i compagni di classe – è la ricostruzione – erano vittime delle angherie del ‘bulletto’. Venivano insultati, minacciati, derisi, aggrediti fisicamente.

Penne, quaderni e matite rubate Il quindicenne rubava penne, quaderni e matite ai compagni senza lesinare sfottò ai professori. In più circostanze, infatti, atteggiamenti irrispettosi sarebbero stati tenuti nei confronti degli insegnanti. In un comunicato stampa l’Arma parla di «ripetuti e costanti episodi di violenza fisica e psicologica nei confronti di coetanei, sottoposti ad ogni tipo di vessazione, con minacce, insulti e lanci di oggetti». Comportamenti utili per la Procura presso il tribunale per i minorenni a confezionare una richiesta di permanenza in casa concessa dal giudice di Perugia. Trattandosi di un minore, infatti, non potevano essere inflitti gli arresti domiciliari bensì una misura con funzione rieducativa. La legge sul bullismo è ferma al Senato e non esistendo il reato, appunto, di bullismo, gli inquirenti hanno racchiuso gli episodi penalmente rilevanti nell’accusa di atti persecutori. In attesa dell’interrogatorio di garanzia lo studente non potrà uscire dalla propria abitazione né incontrare persone al di fuori dei propri familiari.

Il sottosegretario Ferri: «Sempre più bulli nel nostro Paese» «Questa vicenda – è il commento del sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri – è la cartina di tornasole di un fenomeno, quello del bullismo, che purtroppo è in espansione nel nostro Paese. Ciò che più colpisce, leggendo i racconti riportati dalla stampa, sono i sentimenti di paura che hanno animato i pensieri e le azioni delle vittime del ‘bullo’. E’ da qui che occorre rilanciare l’azione contro il bullismo: aiutare e sostenere le vittime nel percorso di denuncia. In questo percorso giocano un ruolo chiave tutte le agenzie educative, dalla famiglia alla scuola. Il bullismo è un fenomeno deprecabile e va fronteggiato con una strategia che punti a rompere quella cortina di omertà e vergogna che viene calata sulle vittime».

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