il parco dlle sculture di Brufa

di Maurizio Troccoli

Artisti del calibro di Beverly Pepper, Massimo Pierucci, Marcello Sforna, Mario Pizzoni, Giuliano Giuman, Aurelio De Felice, Bruno Liberatore, Nino Caruso, Loreno Sguanci, Roca Rey, Eliseo Mattiacci, Pietro Cascella, Federico Brook, Ettore Consolazione ed altri che con le loro opere hanno reso noto il parco delle sculture di Brufa, in tutto il mondo, chissà come la prenderebbero. C’è già chi immagina un tumulto da parte del mondo dell’arte, oltre alle proteste degli abitanti di Brufa, alla notizia che in quel parco il Comune ha predisposto una variante al piano regolatore per renderne edificabile una parte. Le carte sono già firmate è l’accordo preliminare con l’Istituto per il sostentamento del clero è già nel cassetto del sindaco.

La videoinchiesta Ma a chi sarebbe saltato mai per la testa? Costruire dei fabbricati a destinazione abitativa vicino a quelle sculture è fantasia o realtà? Umbria24.it ha provato a capire cosa sta accadendo a Brufa con una videoinchiesta.

ECCO IL PROGETTO APPROVATO

La storia in breve Dalle testimonianze raccolte il terreno su cui poggiano le sculture di noti artisti internazionali, che da molti anni realizzano le loro opere collocandole in mezzo ad un panorama mozzafiato nella frazione di Torgiano, Brufa, è di proprietà dell’Istituto per il sostentamento del clero. Il Comune ha quindi pensato di acquisire quel terreno. Ma non attraverso un esproprio. Bensì attraverso un accordo con il legittimo proprietario, ovvero l’Istituto. L’accordo sarebbe di questa natura: il clero cede il terreno al Comune di Brufa e questo, in cambio, trasforma parte di quel terreno che oggi risulta come area verde attrezzata, in cubatura edificabile, lasciandola in proprietà al clero. L’Istituto a sua volta venderà quel pezzo di terreno edificabile dove sarà realizzato un progetto edilizio.

C’è chi dice no Sono alcuni cittadini di Brufa e i rappresentanti storici ed attuali della pro loco locale che, da anni, lavorano al progetto del parco delle sculture di Brufa. Questi chiedono al sindaco una soluzione alternativa. Propongono cioè di acquisire sì quel terreno così che diventi di proprietà comunale, ma che in cambio si renda al clero qualcosa di diverso che un pezzo di terreno edificabile proprio dietro alla scultura di Beverly Pepper. Tra questi c’è chi sostiene che si sarebbe potuto procedere con un semplice esproprio. Il sindaco però a questa opzione dice no, poiché «per fare l’esproprio ci vogliono i soldi, mentre per rendere edificabile quell’area basta una firma».

Tutti i particolari nella videoinchiesta che si consiglia di guardare integralmente.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.