Giovannino Antonini (foto Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice 

Giovannino Antonini torna in libertà. Dopo quattro mesi di arresti domiciliari il gip del tribunale di Roma ha revocato la misura cautelare disposta lo scorso 22 luglio a seguito della richiesta formulata dal pm Stefano Pesci, titolare del fascicolo di inchiesta che ipotizza, a carico dell’ex presidente Bps e Scs, il reato di corruzione in atti giudiziari, in relazione al procedimento amministrativo promosso insieme agli ex amministratori della Scs contro il commissariamento della stessa società cooperativa, controllante della Bps.

Obbligo di dimora L’istanza, presentata dall’avvocato Manlio Morcella, legale di fiducia di Antonini, è stata accolta mercoledì mattina e alle 11 è stata comunicata ad Antonini. Il gip del tribunale di Roma ha però disposto l’obbligo di dimora a carico dell’indagato che, per intendersi, non potrà lasciare il Comune di residenza, quindi Spoleto.

L’inchiesta spoletina su Bps Una decina di giorni fa l’ex presidente è stato ascoltato dal sostituto procuratore della Repubblica di Spoleto, Gennaro Iannarone, nell’ambito di un’altra inchiesta, stavolta relativa alla gestione dell’istituto di credito di palazzo Pianciani, che lo vede iscritto al registro degli indagati, insieme ad altre 33 persone, tra cui i vertici di Bps, i due figli e alcuni clienti, per il reato di associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta e usura. L’avviso di conclusioni indagini è stato recapitato lo scorso 30 maggio, ora si attendono le richieste di rinvio a giudizio. La difesa punta a una rivisitazione delle ipotesi di reato.

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